Home Ambiente TAP, SCADE OGGI TERMINE PER PRESENTARE RICORSO. TREVISI (M5S): “REGIONE IMMOBILE, COMPLICE DEL GOVERNO IN QUESTO SCEMPIO”
TAP, SCADE OGGI TERMINE PER PRESENTARE RICORSO. TREVISI (M5S): “REGIONE IMMOBILE, COMPLICE DEL GOVERNO IN QUESTO SCEMPIO”

TAP, SCADE OGGI TERMINE PER PRESENTARE RICORSO. TREVISI (M5S): “REGIONE IMMOBILE, COMPLICE DEL GOVERNO IN QUESTO SCEMPIO”

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Il consigliere M5S rende pubblici tutti gli incartamenti delle indagini interne

“Il progetto del TAP è stato portato avanti dal MISE nonostante il parere negativo della Regione e nonostante le numerose irregolarità che gli uffici tecnici regionali hanno ripetutamente rilevato in questi mesi e nelle ultime settimane. Nonostante avessimo denunciato la questione da settimane, la Regione Puglia non ha presentato ricorso al TAR e si è limitata a mandare mail di protesta senza alcun valore al Governo. A questo punto Renzi ed Emiliano sono da ritenersi corresponsabili di tutte le problematiche che l’approdo del TAP causerà al nostro territorio e sia a livello regionale che a livello nazionale con il supporto dei nostri portavoce in Parlamento, andremo fino in fondo a questa storia. I responsabili dovranno pagare.” così il consigliere M5S Antonio Trevisi che, dopo una serie di indagini e di accessi agli atti ha sollevato un polverone che rischia di investire sia gli uffici del MISE che quelli regionali.

Per autorizzare l’approdo del TAP il MISE si è reso protagonista di un vero e proprio colpo di mano, il processo normativo del decreto, come emerge dagli atti prodotti dalla Regione e portati alla luce da Trevisi nelle scorse settimane, è infatti del tutto alterato e non rispetta minimamente il ruolo della Regione. “Gli uffici regionali pugliesi – prosegue Trevisi – hanno rilevato la mancanza della VAS diversamente da quanto avviene sistematicamente con il Piano di Sviluppo di TERNA, inoltre per eludere le procedure autorizzative il progetto è stato suddiviso in due tronconi considerando in modo erroneo e artificioso Melendugno un terminale cieco della tubazione“.

La denuncia di Trevisi era sfociata in una ulteriore missiva inviata solo pochi giorni fa in data 15/12 dal “Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche e paesaggio” al MISE nella quale la Regione si limitava a ribadire la propria contrarietà all’opera chiedendo esplicitamente “una necessaria revisione dei metanodotti della rete Nazionale di Trasporto, poichè basata su presupposti non coerenti con gli strumenti di pianificazione regionale e basati sulla mancata condivisione tra codesto Ministero e l’amministrazione regionale scrivente”. “Ma se la Regione Puglia avesse voluto veramente far sentire la propria voce – prosegue Trevisi – avrebbe potuto e dovuto agire con atti concreti come è accaduto diverse volte in passato. Invece si è limitata a comunicazioni di facciata lasciando di fatto scadere i termini.”