LEGAMBIENTE BOCCIA LA PUGLIA. Laricchia: URGE DISCUTERE LA NOSTRA PROPOSTA RIFIUTI ZERO

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Dopo le numerose criticità rilevate lo scorso marzo dall’ANTICORRUZIONE circa la gestione dei rifiuti in Puglia, anche Legambiente si esprime e BOCCIA la Puglia. Nella relazione “Comuni Ricicloni” di quest’anno nessun comune figura tra quelli con alta percentuale di differenziata e bassa produzione di rifiuto secco residuo. Il Movimento 5 Stelle ribadisce l’importanza di applicare la strategia RIFIUTI ZERO e chiede al presidente Emiliano di velocizzare la discussione della proposta di legge M5S.

Mentre nel resto d’Italia crescono i comuni Rifiuti free cioè quelli che oltre ad essere ricicloni, superando il 65% di raccolta differenziata, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile producendo meno di 75 chilogrammi annui/abitante di rifiuto secco indifferenziato, in Puglia siamo costretti a registrare un’ennesima maglia nera.

Voglio ricordare la presenza in Puglia di NUMEROSE DISCARICHE tra l’altro strapiene o sequestrate dalla magistratura, falde inquinate, inceneritori, e finanche gli obiettivi di raccolta differenziata sono tutt’altro che soddisfacenti: la differenziata si è attestata in Puglia nel 2015 appena al 31,44%, livello assai lontano dagli obiettivi indicati dal quadro normativo europeo e nazionale. Secondo lo studio di Legambiente, inoltre, nessuno dei comuni pugliesi è riuscito ad essere abbastanza virtuoso da centrare l’obiettivo di non superare i 75 chilogrammi di rifiuti pro capite prodotti, che in Puglia varia dai 116 ai 185 chili.

L’unico approccio in grado di salvarci dal disastro ambientale e sanitario a cui andiamo incontro è l’avvio della strategia “Rifiuti Zero”, peraltro prevista anche dalle direttive UE. La nostra proposta di legge “Verso un’economia circolare a Rifiuti Zero” a prima firma del nostro consigliere Antonio Trevisi, è pronta da tempo ed è necessario discuterla al più presto.

Il primo obiettivo della nostra proposta è proprio quello di ridurre i rifiuti a monte, puntando ad un sistema di “economia circolare” in cui il valore dei prodotti e dei materiali viene preservato il più a lungo possibile. Il monitoraggio, il coordinamento e il controllo su scala regionale di misure di prevenzione, riuso e riciclo, congiuntamente alla previsione di incentivi e a una tariffa puntuale (paghi in base a quanti rifiuti produci) che sostituisca la vetusta e sempre più costosa TARI, potranno favorire il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei rifiuti.

Il Presidente ANAC nella relazione dell’Anticorruzione, già nelle mani della Procura di Bari, invitava la Regione Puglia ad adempiere agli obblighi spettanti, rimuovendo tutte quelle criticità legate alla gestione delle ARO, come i ritardi nell’attuazione, l’abuso di proroghe degli appalti, la partecipazione alle gare di ditte già raggiunte da informativa antimafia interdittiva, e garantire i controlli.
Ricordando che la gestione dei rifiuti fa spesso gola alla malavita, chiediamo al Presidente di Emiliano di AGIRE IN FRETTA per scongiurare il peggio