MODUGNO, ODORI NAUSEBONDI DAL MEGAIMPIANTO DI COMPOSTAGGIO. Trevisi: INTERVENIRE SUBITO

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Con le elevate temperature di questa estate tornano gli orripilanti odori provenienti dal mega impianto di compostaggio di Modugno e si intensificano le proteste dei cittadini nei confronti dell’azienda, della dirigenza e degli addetti ai lavori, che non ne possono più di passare delle estati avvertendo odori nauseabondi. Secondo i dati dell’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, le emissioni odorigente della Tersan Puglia hanno superato anche di 28 volte il limite prescritto dall’AIA, l’autorizzazione integrata ambientale. In parole povere, la puzza emessa dall’impianto di compostaggio alle porte di Modugno è oltre legge anche se ai cittadini non servono certo le misurazioni tecniche dell’Arpa per accorgersene.

È necessario un vertice per affrontare il problema del forte odore che ho potuto constatare personalmente. Si è raggiunto un picco di emissioni maleodoranti non più tollerabili e l’azienda deve valutare nel periodo estivo sistemi più efficienti di gestione dei cumuli, i quali devono essere più piccoli e più ossigenati nonché ricorrere se fosse necessario ad apposita additivazione per ridurre le emissioni odorigene.
I cittadini di Modugno corrono un serio rischio per la salute perché non si respira più aria, ma solo miasmi e sono costretti a rinchiudersi in casa sbarrando porte e finestre, gli stessi hanno fatto una raccolta firme che ha portato sino a 1000 adesioni.

Voglio ricordare come i cittadini siano costretti anche a pagare le conseguenze di scelte politiche sballate della maggioranza che solo qualche mese fa con un emendamento a firma congiunta del capogruppo PD Michele Mazzarano in Regione Puglia e del presidente della commissione ambiente Filippo Caracciolo (PD),hanno prorogato di un ulteriore anno, cioè ad aprile 2017, il termine per gli adempimenti previsti dalla legge sulle emissioni odorigene, prolungando di fatto l’agonia dei cittadini che non ne possono più.