SANITA’, SANGUE INFETTO. Conca: SBLOCCARE I FONDI PER RIMBORSARE GLI EMODANNEGGIATI

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A causa di precise responsabilità di questo stato (volutamente in minuscolo), migliaia di italiani, a seguito di trasfusioni di sacche di sangue infetto, hanno contratto l’epatite C o l’AIDS, o entrambe, e sono condannati a terapie dolorose e che riducono fortemente le aspettative di vita. Questi cittadini oggi sono TRIPLAMENTE DANNEGGIATI, prima da una SACCA INFETTA che avrebbe dovuto salvargli la vita, dopo dalla fatica immane di vedersi riconosciuti gli indennizzi dovuti e infine dall’impossibilità di accedere alle cure innovative per l’HCV perché l’AIFA è un coacervo d’interessi.

Nel 1992 con la legge 210 lo Stato ha riconosciuto le proprie responsabilità normando le procedure assistenziali per indennizzare i malcapitati, con circa 500 euro al mese, e riconoscere il danno biologico agli emodanneggiati. Tuttavia ad oggi, nei confronti degli ammalati al danno si aggiunge la beffa, dal momento che per vedersi riconosciuti i propri diritti sono costretti a barcamenarsi tra equa-riparazione, una tantum al decesso, transazioni e lungaggini burocratiche e, contestualmente, devono sborsare denaro per ricorrere ai giudici del lavoro, ai tribunali amministrativi, alla Corte Europea. Sul fronte opposto lo Stato si difende nelle aule di tribunale moltiplicando i tempi di attesa fino a 24 volte i tempi delle procedure amministrative sperperando così altro denaro pubblico, danni erariali che la Corte dei Conti dovrebbe perseguire, evidentemente perché le parcelle agli avvocati amici vanno pagate.

Più di un mese fa ho presentato interrogazione urgente all’assessore Emiliano per sollecitare il pagamento degli arretrati relativi agli anni che vanno dal 2002 al 2011, siamo ancora in attesa di risposta.

Sono circa 30 i milioni di euro che la regione ha già ricevuto dal ministero nel 2015 ma i rimpalli di responsabilità tra il dipartimento di prevenzione ASL e l’assessorato alla sanità, ad oggi continuano a NEGARE un sacrosanto diritto.

Quanto tempo ci vorrà ancora?