SALENTO, DATI RECORD SU USO AUTOMOBILI. TREVISI: GESTIONE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE FALLIMENTARE

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L’Osservatorio UnipolSai ha presentato un rapporto sull’utilizzo dell’auto che, analizzando le scatole nere di alcuni veicoli presi come campione, ha evidenziato elementi interessanti. Da questo è emerso che la Puglia è la regione in cui si utilizza l’auto per più giorni l’anno, 295 giorni su 365, per un totale, in media, di 1 ora e 37 minuti al giorno passati al volante da parte degli automobilisti pugliesi.

Ma è in Salento che emergono i dati più preoccupanti. L’auto, infatti, è più utilizzata nel Sud della Puglia rispetto alle province del Nord, con Lecce capofila per numero di giorni di utilizzo della vettura con ben 302 giorni.

Lecce è rassegnata allo spreco milionario di un filobus inutile caposaldo della giunta di Adriana Poli Bortone; sicuramente da questi dati emergono le responsabilità dell’amministrazione, colpevole, in un certo senso, di non aver saputo spingere il servizio, al di là dei proclami ufficiali, con adeguate campagne di comunicazione e iniziative che lanciassero dei segnali più o meno forti per spingere i leccesi a modificare le proprie radicate abitudini.

Perché spendere ancora risorse pubbliche per opere senza futuro?
Chi ha il compito di tutelare l’interesse pubblico dovrebbe cogliere l’occasione per trovare una valida soluzione alternativa.
La mobilità del futuro deve affrontare un obiettivo su tutti: uno sfruttamento migliore delle risorse disponibili nella direzione dell’efficienza e della riduzione delle emissioni. La sostenibilità degli spostamenti è infatti la misura prima della qualità del sistema messo in atto soprattutto all’interno di un ecosistema che richiede veicoli meno inquinanti, nonché nuove direttrici di sistema in grado di abbattere l’impatto ambientale.

E’ dunque necessario ripensare il modo di intendere gli spostamenti, il proprio rapporto con l’auto, il rapporto tra la strada ed il tessuto urbano e l’hinterland. La tecnologia può far molto in tal senso poiché mette a disposizione strumenti di rilevazione e monitoraggio in grado di raccogliere informazioni, elaborarle e restituire strategie efficienti in grado di sposare gli interessi del singolo e quelli della collettività.
Purtroppo nel capoluogo leccese invece di utilizzare queste tecnologie innovative si è scelto negli anni passati di introdurre tecnologie ormai obsolete che venivano dismesse in altre città europee, raggiungendo così i pessimi risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.