DISCARICA DI BURGESI. CASILI: SUBITO BONIFICA E RICOGNIZIONE DI TUTTI I SITI INQUINATI DEL SALENTO

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Nei prossimi giorni in regione verrà convocato un vertice per la bonifica della discarica di Burgesi in cui per anni sono stati tombati materiali che si presume essere altamente tossici. Il Salento ha bisogno di un aiuto concreto da parte della Regione Puglia e di risorse importanti per le bonifiche e la messa in sicurezza delle discariche.
La legge parla chiaro, chi inquina paga. Ma se i gestori tergiversano e i comuni non hanno fondi la Regione deve intervenire immediatamente denunciando queste inadempienze e sostituendosi in danno. Bisogna accelerare le procedure, il tempo stringe, troppi anni sono passati senza interventi. Questa terra presenta dati allarmanti sull’incremento di neoplasie, soprattutto riguardo i tumori al rene, alla vescica e al polmone, organi che più di altri sono indicatori del drammatico stato ambientale. Un incremento superiore a quello presente in città industrializzate del Paese.
Per questo non bisogna limitarsi all’intervento sulla discarica di Burgesi, ma è fondamentale avviare una ricognizione definitiva su tutti i siti inquinati del Salento.
Penso ai rifiuti tossici tombati nel Capo di Leuca o a discariche come Castellino a Nardò, dove sono stati rinvenuti pericolosi metalli pesanti e elementi come l’arsenico che rende le acque inservibili. Valutiamo anche la possibilità di potenziare il ruolo e le attività dell’Arpa e dei centri di ricerca affinché si avviino monitoraggi più accurati non solo sulla falda ma anche sul suolo che tende a fissare nella sua struttura argillosa metalli pesanti ed altri inquinanti che possono poi passare nella catena alimentare.
A questo scopo è importante monitorare non solo i pozzi spia ma anche quelli irrigui collocati a valle rispetto ai siti inquinati.