TARANTO, EX NUOVA SIET. M5S: INCREDIBILE PENSARE CHE L’ILVA SIA INADEMPIENTE ANCHE CON L’INPS

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Si terrà il 16 dicembre l’ennesima udienza che vede coinvolti i lavoratori della ex Nuova Siet di Taranto che dal 2011 attendono il riconoscimento da parte dell’Inps della copertura contributiva mai versata dall’Ilva, oltre ad attendere che la giustizia assicuri loro una quantificazione adeguata del danno salariale subito. Un calvario  iniziato nel lontano 1997 e aggravato dal dramma vissuto dalle famiglie di decine di operai che nel frattempo sono deceduti per malattie probabilmente legate all’ex ambiente di lavoro.   

“Il sistema politico e mediatico ha sempre dipinto l’ILVA di Taranto come un serbatoio di posti di lavoro, come un sistema di sviluppo della società e traino del settore industriale italiano dichiarano il capogruppo del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti ed il consigliere pentastellato di Taranto, Marco Galante La ricaduta occupazionale, e i benefici economici per la collettività, oggi più che mai, si scontrano invece con una realtà diversa da quella che alcuni politici continuano a raccontare. Alla luce dei recenti studi, e soprattutto delle tragiche morti, l’ILVA si è rivelata essere anche inadempiente nei confronti delle società del suo indotto, dalla quale molto probabilmente ha strappato via più vite di quelle a cui nel tempo ha dato lavoro. E’ incredibile pensare infatti che una società privata, mantenuta in vita grazie ai decreti legge e ai milioni di euro pubblici, sia stata inadempiente anche nei confronti dell’INPS, come accaduto proprio per la ex Nuova Siet.”

La Nuova Siet, società di trasporti presente a Taranto dal 1971, sin dagli inizi si inserì nel sistema produttivo dell’ILVA con un appalto divenuto nel tempo continuativo. Nel 1997 l’azienda comunicò ai sindacati un esubero strutturale di circa 40 dipendenti, che vennero poi assorbiti dall’ILVA attraverso nuove assunzioni e non con le tutele di trasferimento d’azienda (art.2112 c.c.). Ciò causò danni salariali e contributivi sulle spalle dei lavoratori che si sono visti dare ragione grazie ad una sentenza della Cassazione che, dichiarando prescritti i reati penali degli imputati, ha rimandato alla Corte di Appello la quantificazione del danno relativo ai livelli retributivi al pari del rapporto di lavoro con Nuova SIET, assieme al relativo ricalcolo dei contributi ai fini pensionistici. Nel 2011 la Corte di Appello ha però trasferito le competenze al Tribunale del Lavoro allungando ulteriormente i tempi. L’INPS della sede di Taranto ha emesso cartelle esattoriali per il recupero dei contributi non versati, ma ancora alcun importo sembra essere stato recuperato .

“E’ importante – spiegano i due consiglieri M5S – che l’Ente riconosca la copertura contributiva a tutti i dipendenti della ex Nuova SIET e si insinui quanto prima nel passivo del Gruppo RIVA. Contatteremo l’agenzia territoriale dell’INPS per seguire da vicino il problema evidenziando anche tutte le responsabilità politiche del caso. Non è più concepibile –  concludono – attendere che lo spettro della prescrizione, ormai in arrivo, possa ancora una volta salvare i soliti noti sulla pelle della collettività”.