BUONI DI SERVIZIO. CONCA: LA REGIONE INTERVENGA PER SBLOCCARNE L’EROGAZIONE

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L’operato tenuto  dalla Regione Puglia sui buoni di servizio si può ritenere rispondente ai princìpi di efficienza e buona amministrazione?” se lo chiede il consigliere del M5S Mario Conca in seguito alla sospensione dell’erogazione dei buoni per l’accesso ai servizi a ciclo diurno e domiciliari per anziani e persone con disabilità a causa di una sentenza del TAR che ha riconosciuto la fondatezza delle motivazioni di chi aveva impugnato l’avviso n. 1/16 in cui venivano stabiliti i criteri per l’ottenimento degli stessi. Criteri che vedevano  una notevole riduzione della soglia ISEE da €40.000,00 a € 25.000,00.


Il consigliere pentastellato aveva già depositato un’interrogazione per segnalare l’illegittimità nella modalità di calcolo dell’ISEE richiesto per poter presentare la domanda di accesso al beneficio, facendo espresso riferimento sia alla normativa applicabile in materia (DPCM 5 dicembre 2013 n. 159) sia a precedenti giurisprudenziali in cui si attesta la necessità di garantire la continuità nella fruizione del servizio e di valorizzare la situazione economica del solo assistito. Dubbi riscontrati anche dal Dipartimento Promozione della Salute, che aveva tuttavia manifestato la volontà di non procedere all’annullamento in autotutela dell’avviso, poiché a suo dire da un lato l’atto risponderebbe a ragioni di giustizia ed equità sostanziale, dall’altro  e comunque l’ISEE ristretto è stato tenuto in considerazione per la compartecipazione al costo del servizio.

L’atteggiamento tenuto dalla Regione Puglia – spiega Concache ha reputato opportuno non vagliare con la dovuta attenzione quanto segnalato, discostandosi anche da specifici precedenti giurisprudenziali, è inaccettabile, poiché causa di danni nei confronti di cittadini in gravi condizioni di salute e che necessitano della dovuta assistenza, i quali si sono visti costretti ad impugnare il predetto avviso”.

Il TAR Bari con ordinanza 25.1.17 n. 44 ha riconosciuto la fondatezza delle censure proposte, poiché “una riduzione così rilevante della soglia ISEE in un periodo così ristretto, avrebbe richiesto, quantomeno, una specifica motivazione, nonché, nel rispetto del principio di affidamento, la partecipazione dei soggetti direttamente interessati dalla misura di che trattasi”.

Invito gli uffici competenti a porre in essere tutto quanto necessario a sbloccare la situazione – conclude il consigliere componente della III Commissione ponendo seri interrogativi sull’operato di una Regione  che preferisce attendere il prevedibile esito dei giudizi promossi dai cittadini, con conseguente spreco di risorse pubbliche, o sperare nella mancata impugnazione dei propri provvedimenti, piuttosto che prendere atto per tempo degli errori commessi”