EMERGENZA ACQUA ALLOGGI POPOLARI. TREVISI: GARANTIRE GRATUITÀ DEI PRIMI 50 LITRI QUOTIDIANI AI PUGLIESI

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Il consigliere regionale M5S Antonio Trevisi, si esprime in merito alla decisione della Regione Puglia di installare contatori individuali in 187 abitazioni spendendo circa 3 milioni di euro, rilanciando quella che era già stata una delle proposte portate dal M5S in campagna elettorale: garantire a tutte le utenze domestiche pugliesi la gratuità dei primi 50 litri d’acqua al giorno.

Una proposta che arriva anche in seguito a quanto accaduto negli scorsi mesi in diversi alloggi popolari del Salento, dove AQP ha sospeso l’erogazione del servizio idrico a causa di alcuni inquilini morosi.

“Installando 187 contatori con una spesa enorme, la Regione non risolve un problema  molto più complesso che riguarda oltre 12.000 alloggi. Le modifiche impiantistiche necessarie agli alloggi popolari costeranno molto di più rispetto al riconoscere un quantitativo minimo vitale gratuito d’acqua. Che senso ha spendere milioni di euro pubblici pur di conteggiare poche decine di euro in bolletta da addebitare a che vive in situazioni già di forte disagio economico e sociale. La regione Puglia potrebbe piuttosto  risolvere l’emergenza acqua negli alloggi popolari e non solo, modificando le tariffe AQP al fine di prevedere la gratuità dei primi 50 litri d’acqua giornalieri per tutte le utenze domestiche dei pugliesi. L’acqua è un diritto umano universale imprescindibile ed indivisibile, indispensabile per la vita; l’acqua, potabile e per uso igienico, concerne la dignità della persona, e dovrebbe essere garantito ad ogni cittadino l’accesso giornaliero ad un minimo vitale”

“Oggi l’acqua in Puglia – spiega Trevisi – si paga in funzione di fasce di consumo annuali e la prima, ossia quella agevolata, prevede per i primi 73 metri cubi un costo di circa 76 centesimi/metro cubo. Inserendo una fascia gratuita di almeno 15 metri cubi procapite gratuiti all’anno si garantirebbe a tutti i cittadini pugliesi l’accesso al diritto all’acqua a ai servizi igienici essenziali. L’AQP potrebbe recuperare il mancato incasso aumentando il costo delle fasce di consumo che riguardano chi ne fa un uso scorretto eccedendo e sprecando acqua. In questo modo si eviterebbe di staccare l’acqua e si potrebbe riconoscere un minimo vitale d’acqua al giorno gratuita per tutti.”