INFEZIONI IN SALA OPERATORIA. CONCA: NON SOLO AL POLICLINICO DI BARI. INACCETTABILE

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“La recente notizia della chiusura della sala operatoria della Clinica Oculistica del Policlinico di Bari  riporta di cogente attualità i problemi legati alle infezioni che si possono contrarre nelle sale operatorie o in altri ambienti ad alto rischio come ad esempio le rianimazioni”. Lo denuncia il consigliere del M5S Mario Conca dopo quanto accaduto nei giorni scorsi al Policlinico di Bari, dove quattro pazienti operati di cataratta hanno avvertito disturbi alla vista e sono stati costretti a un nuovo intervento a causa di un’infezione contratta in sala operatoria. “Non è possibile che un luogo deputato alla cura sia diventato fonte di malattia e morte per i pazienti. Solo poco tempo fa presso l’Ospedale Perrino di Brindisi, trentasette pazienti furono interessati da un infezione da Klebsiella multiresistente e ben 17 furono i decessi. Questi sono  solo alcuni dei tanti casi di infezioni correlate all’assistenza e rappresentano un fallimento per la sanità pugliese

 

L’impatto delle infezioni ospedaliere continua Concaè fortemente negativo sia per la salute dei pazienti, sia per il costo associato, che per le casse pubbliche è stato stimato in oltre 100 milioni di euro l’anno. La resistenza agli antibiotici da parte dei microrganismi rappresenta un problema sempre più grave per la salute pubblica e rende necessaria un’ azione di prevenzione incisiva”.

 

Conca denuncia come ormai non siano più sufficienti disinfettanti a base di cloro e ammoniaca per debellare i germi. “Servono sostanze diverse in grado di fare alta disinfezione con costi contenuti, senza essere pericolosi per i pazienti e per gli operatori. Questi ultimi devono essere formati al fine di applicare le giuste misure preventive. L’igiene ospedaliera è un problema soprattutto culturale, infatti, che investe tutto l’apparato sanitario. Non a caso la problematica rappresenta per moltissimi operatori un fatto del tutto marginale. Si parla di igiene solo quando c’è il caso eclatante!  Il problema esiste in tutto il mondo, ma con l’utilizzo di disinfettanti efficaci e non ‘raccomandati’, l’accesso controllato del pubblico e l’utilizzo appropriato degli antibiotici, si può, e si deve, provvedere a contenere il problema.
Ci chiediamoconcludese ne sia a conoscenza il Presidente/assessore alla Sanità diversamente impegnato a curare la sua carriera e se ne siano a conoscenza i Direttori Generali e Sanitari delle Asl e delle Aziende Ospedaliere”.