PREVENZIONE DEL RANDAGISMO. M5S: LA LEGGE REGIONALE È OTTIMA, MA BISOGNA FARLA APPLICARE

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Le audizioni hanno confermato quello che abbiamo sempre sostenuto: la Regione Puglia ha un’ottima legge per la prevenzione del randagismo. Basterebbe solo farla applicare e modificare il comma ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale, consentendo anche ai privati di concorrere per l’affidamento dei servizi di gestione di canili e gattili”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Marco Galante e Gianluca Bozzetti al termine delle audizioni in III Commissione Consiliare dei direttori dei dipartimenti di prevenzione delle Asl pugliesi sulle proposte di legge presentate per integrare e modificare la legge regionale n.12 “Interventi per la tutela degli animali d’affezione e per la prevenzione del randagismo”.

 

Su tutto il territorio ci sono 120 strutture per l’accoglienza dei randagi che ospitano circa 21 mila cani, numero che nel corso degli anni si è mantenuto purtroppo costante, senza accennare a diminuire.

 

Purtroppo è emersa da una parte l’inadempienza dei Comuni nell’applicare la legge regionale  – dichiarano i pentastellati e dall’altra una mancanza della Regione nel controllare che la sua stessa legge venga rispettata. Mettere un freno al randagismo è possibile, ma il mancato rispetto della normativa non ha fatto diminuire il fenomeno che è così diventato più appetibile per i privati”.

 

Un altro dato che deve far riflettere è quello che riguarda la restituzione dei cani ai proprietari, fermo in Puglia al 4% rispetto alla media nazionale del 34%.

 

Numeri allarmanti spiegano i cinquestelle a cui vanno aggiunti quelli sull’affidamento dei cani:  centinaia quelli che vengono adottati dai canili pubblici, al contrario di quanto avviene per quelli privati.  Per ogni cane chiuso in canile,  infatti, il Comune versa una quota al gestore della  struttura che quindi non solo ha interesse ad accumulare quanti più animali possibile, ma tende a scoraggiare le adozioni per non perdere quote.  Per questoconcludonoseppur nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale ci chiediamo: se l’obiettivo è quello di eliminare il fenomeno del randagismo che senso ha aprire indiscriminatamente ai privati per i quali il fenomeno è fonte di guadagno e che quindi non avrebbero nessun interesse nel farlo estinguere?”