ARESS. M5S: NON VORREMMO CHE RISPETTO ALLA VECCHIA ARES A CAMBIARE SIA SOLO LA “S” FINALE

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“La teoria è sempre perfetta e riteniamo condivisibili gli obiettivi della nuova Agenzia Regionale per la Salute e il Sociale (ARESS).  Non vorremmo però che nella realtà l’unica cosa a cambiare rispetto alla vecchia ARES sarà l’aggiunta di una “S”. Quello che ci preoccupa è il momento in cui si passerà dalla teoria alla pratica, con il rispetto  dell’equilibrio di bilancio  e degli obiettivi del programma nazionale Esiti, che temiamo sia stato creato apposta per chiudere reparti. Abbiamo paura  che i risultati non saranno diversi da quelli attuali, con  mancanza di personale e liste d’attesa infinite, e cittadini che per eseguire esami come ecografie o mammografie devono aspettare novembre 2019”. È il commento dei consiglieri del M5S Mario Conca e Marco Galante in seguito alla presentazione del Ddl che istituisce la nuova ARESS fatta dal commissario straordinario dell’ARES Giovanni Gorgoni nel corso dell’audizione in  III Commissione Consiliare Sanità.

 

Apprezziamo il fatto che la nuova agenzia punti sulla promozione della salute e sulla prevenzione, che riteniamo debbano essere alla base di tutti i sistemi sanitari – spiega Galante – e vogliamo far notare come questo progetto smascheri tanti progetti fino ad oggi rimasti solo sulla carta come i PDTA, i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e i costi standard. Purtroppo il problema è alla base: bilanci e obiettivi da raggiungere hanno portato all’industrializzazione della sanità e finchè continueremo a parlare di profitti, costi e ricavi la salute dei cittadini verrà sempre in secondo piano”

 

Parole come digitalizzazione, coordinamento e fare rete sono bellissime da sentire continua Mario Concama la realtà dice che relativamente al Registro Tumori, le ASL dovrebbero aggiornare annualmente i registri con il coordinamento dell’ ARES ma ci sono forti ritardi a causa delle carenze di personale, alla mancata digitalizzazione delle schede di dimissioni ospedaliere e alla inesistente integrazione dei flussi informatici tra registro tumori e anagrafe comunale. Si tratta di uno strumento nato per fornire informazioni sulla frequenza delle patologie neoplastiche per individuare aree critiche e priorità sul territorio e supportare l’assessorato alla salute nella pianificazione d’interventi mirati. Ottime le intenzioni, ma nella pratica in Provincia di Bari solo su 4 comuni su 41 si sta lavorando per aggiornare i dati e la situazione non è molto diversa nelle altre province pugliesi. Non vorremmo che anche per l’ARESS succedesse la stesso: bellissime intenzioni, ma scarsi risultati.”