I “BUONI SERVIZIO” NON VENGONO RIMBORSATI. LA DENUNCIA DI BOZZETTI: INTERVENIRE SUBITO A TUTELA DELLE FASCE DISAGIATE

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I Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti e Marco Galante hanno presentato un’interrogazione diretta all’assessore al welfare Salvatore Negro e al Presidente Emiliano, per chiedere che vengano erogati immediatamente i rimborsi relativi ai “buoni servizio”, nonché di conoscere le ragioni del mancato pagamento per le prestazioni rese lo scorso anno.

 

I “buoni servizio” per l’acquisto di servizi socio-educativi per la prima infanzia, a ciclo diurno ed a domicilio per le persone non autosufficienti, sono spendibili presso le unità di offerta iscritte in un apposito “Catalogo telematico dell’offerta” e consentono un importante abbattimento delle tariffe in funzione del valore ISEE del nucleo familiare o singolo individuo.
La Regione, infatti, con il Programma Operativo Puglia 2014-2020 (FESR-FSE), ha fissato gli obiettivi generali di intervento e le priorità di investimento per l’attuazione di una più ampia strategia regionale per il contrasto alle povertà e per l’inclusione sociale attiva delle persone svantaggiate, sia sotto il profilo economico che riguardante le disabilità. Al tal fine, l’OT IX del POR Puglia ha previsto lo stanziamento di risorse finanziarie da erogare nella forma dei suddetti buoni.

 

Alcuni soggetti erogatori di tali servizi socio-educativi – spiega il capogruppo M5S Gianluca Bozzetti – hanno tuttavia segnalato la mancata erogazione dei rimborsi sulle fatture emesse relativamente all’anno 2016. A causa di tale inadempimento, molti operatori non saranno più in grado di garantire la continuità dei servizi erogati, trovandosi costretti ad interrompere la propria attività e pregiudicando i diritti dei cittadini pugliesi coinvolti.”
“Non è pensabile giustificare il mancato pagamento nei confronti degli operatori di settore, con eventuali disservizi amministrativi nella predisposizione degli atti necessari all’utilizzo dei fondi FSE 2014-2020. È fondamentale – conclude Bozzetti – agire nell’immediato e garantire in ogni modo i livelli essenziali di assistenza e l’accesso al sistema integrato dei servizi sociali, come stabilito dal Programma Operativo Regionale ma, soprattutto, dal principio inopinabile di tutela istituzionale delle fasce disagiate della popolazione.”