SANITÀ. #M5S PRESENTA INTERROGAZIONE SUL PROGETTO DI CENTRALIZZAZIONE DEL SERVIZIO MENSE NELLE ASL

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I consiglieri del M5S Marco Galante e Mario Conca hanno depositato un’interrogazione diretta al Presidente Michele Emiliano e all’Assessore ai lavori Pubblici Giovanni Giannini, per chiedere chiarimenti in merito alle gare dei servizi di ristorazione per i degenti presso le ASL pugliesi, con particolare riferimento al progetto di centralizzazione del servizio mense che implicherebbe l’adozione del sistema refrigerato “cook and chill”. Si tratta di una tecnica in cui il cibo, preparato in maniera convenzionale, viene sottoposto a raffreddamento rapido fino a 10°C entro novanta minuti circa; dopo il porzionamento, lo stesso viene stoccato e conservato tra 0 e 3°C e può essere conservato per una massimo di 5 giorni. Il prodotto viene poi  trasportato, mediante automezzi refrigerati a non più di 4°C, nel luogo del consumo dove, immediatamente prima di essere consumato, è portato ad una temperatura di almeno 70°C e servito.

“In questi giorni abbiamo assistito a numerose segnalazioni attraverso i social – dichiara Conca –  di utenti che si sono ritrovati nelle loro pietanze muffe o addirittura insetti e proprio per questo motivo non possiamo permettere che questo servizio di primaria importanza possa essere ulteriormente peggiorato anziché migliorarlo. Dopo aver denunciato la dismissione illegittima del centro cottura di Monte Laureto, oggi attenzionato dalla Procura, oggi ribadisco a gran voce la necessità di tornare a produrre i pasti all’interno dell’ospedale, perché un piatto fumante è parte integrante della cura oltre che un diritto per l’ammalato”.

“Il sistema “cook and chill presenta diverse criticità – aggiunge Galantesia in termini di occupazione, con una esigenza di personale di gran lunga inferiore rispetto a quella attuale, sia con riferimento alla qualità del servizio. Al Presidente Emiliano e all’Assessore Giannini chiediamo in primis se si sia tenuto conto o meno delle ripercussioni comporterebbe l’adozione di questo sistema e se non sia più opportuno, invece, utilizzare i centri cottura già esistenti all’interno delle varie strutture ospedaliere pugliesi, eludendo in tal modo pericoli sia a livello occupazionale che qualitativo”.