SANITÀ TARANTO. GALANTE: IL PIANO DI RIORDINO NON PUÒ ESSERE MODULATO IN BASE ALLA PROVENIENZA DEI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA

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Il piano di riordino ospedaliero deve essere modulato tenendo conto delle reali necessità di salute dei territori, non in base al territorio di provenienza dei consiglieri di maggioranza. Non si può chiedere di modificare la delibera che stabilisce la chiusura di tutti i punti di primo intervento, per garantire che resti attivo il PPI di Massafra, città del capogruppo del Pd in consiglio regionale Mazzarano. Trovo assurdo che si pensi solo alla salvaguardia del proprio bacino di voti a discapito degli altri comuni pugliesi.” Lo dichiara il consigliere del M5S Marco Galante in seguito  all’ordine del giorno approvato nei giorni scorsi nel corso di una seduta monotematica del consiglio comunale di Massafra a cui hanno preso parte anche consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, che hanno fatto propria la richiesta dei cittadini di mantenere aperto il punto di primo intervento di Massafra, chiedendone addirittura  il potenziamento. “Sono rimasto basito leggendo le dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza continua il pentastellato che dapprima hanno votato a favore del piano di riordino ed ora sono qui a chiedere l’esatto contrario di ciò che hanno votato. Dubito che si tratti di schizofrenia e quindi rimane in ballo solo l’ipotesi della mera campagna elettorale in vista prossime amministrative. Peraltro i Punti di Primo intervento in alcuni casi, rischiano addirittura di diventare pericolosi per la salute dei pazienti ritardandone l’arrivo in ospedale. Quello che deve funzionare è l’assistenza territoriale, che non è mai stata realmente implementata da 20 anni a questa parte. Se la vecchia politica si ostina a difendere il Punto di Primo Intervento di Massafra – conclude –  è solo perchè non ha saputo garantire a una città di 40 mila abitanti quello che realmente merita, ovvero un presidio di assistenza territoriale. In questo modo destra e sinistra non fanno altro che certificare il loro fallimento in materia di politica sanitaria.”