DISABILI, PROCEDURA ASSEGNAZIONE DI 40 POSTI FERMA DA MESI. CONCA : LA REGIONE DIA UNA RISPOSTA AI 300 CANDIDATI

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Il consigliere regionale M5S Mario Conca, componente della III Commissione Sanità, si esprime in merito alle numerose vicissitudini della selezione pubblica per 40 posti a tempo indeterminato riservati alle persone disabili, secondo quanto prescritto dalla legge 68/1999. L’auspicio del consigliere cinquestelle, che segue da mesi la vicenda, è che si dia finalmente, e in tempi rapidi, una risposta ai 300 candidati in attesa anche al fine di allontanare qualsiasi scabroso sospetto relativo ad un possibile temporeggiamento fino alle amministrative finalizzato a promettere qualche posto di lavoro in più in cambio di sostegno elettorale.

 

“È una vicenda che seguo in prima persona da 8 mesi e che sta assumendo i connotati di una vera e propria Odissea – dichiara il consigliere cinquestelle che prosegue – tra la riapertura dei bandi per i ricorsi amministrativi occorsi, la necessità di verificare i requisiti dei partecipanti, l’individuazione della location per la seconda prova e altre questioni, sembra che non si riesca a giungere alla definizione del calendario d’esame. Ho sollecitato gli uffici a più riprese, soprattutto nelle persone dei dottori Albanese e Paladino, arrivando perfino ad impegnarmi personalmente per aiutarli nell’individuazione di una sala d’esame adeguata con una quarantina di postazioni con PC. Una ubicazione che alla fine per fortuna sembra essere stata individuata presso il Villaggio del Fanciullo.”

 

“Sono circa 300 – prosegue Conca – i candidati che accederanno alla prova, alcuni dei quali settimanalmente mi chiedono informazioni sull’iter delle procedure; personalmente inizia ad essere complicato anche per me trovare le parole adeguate per giustificare la lentezza con cui la pubblica amministrazione sta trattando persone fragili che attendono di conoscere le sorti del loro destino. L’auspicio è che davvero qualcuno non stia cercando di temporeggiare oltremodo fino alle amministrative (dopo le primarie PD), al fine di racimolare qualche voto in più promettendo posti di lavoro. Se così fosse – conclude – non esisterebbero termini adeguati per definire chi tiene strumentalmente sotto scacco padri di famiglia che legittimamente ambiscono ad una sistemazione definitiva, dopo essere stati dichiarati inabili ad altro tipo di lavoro.”