SANITASERVICE. CASILI (#M5S): “APRIRE UN TAVOLO DI CONFRONTO SUL FUTURO DEGLI OLTRE 5000 LAVORATORI”

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Caos e incertezza regnano sui 5000 dipendenti delle Sanitaservice pugliesi, dopo la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha bocciato l’affidamento diretto dei servizi da parte delle ASL, ritenendolo contrario alla disciplina sulla concorrenza”. A denunciarlo è il consigliere del M5S Cristian Casili, che chiede di aprire immediatamente un tavolo di confronto sul futuro dei lavoratori.

 

Fino ad oggi le 8 Sanitaservice hanno fatto come hanno voluto spiega il pentastellatoe il caso di Foggia in questo senso è emblematico: si è operato con fatturazione in esenzione IVA, cosa che avrebbe portato, ma è ancora tutto in fase di accertamento, ad un “buco” di 40 milioni per le casse dell’Asl. Tuttavia occorre agire con molta cautela perché l’eterogeneità dei servizi prestati dalle Sanitaservice pugliesi e le criticità intervenute su specifici casi  non possono portare a demolire quanto di buono si è fatto fino ad oggi nella gestione dei servizi presso le nostre strutture sanitarie. Se in alcuni casi va cambiato registro, in altri bisogna sottolineare che in questi anni si sono avuti consistenti risparmi di spesa nella gestione dei servizi strumentali”.  

 

L’eventuale istituzione di un’Agenzia Unica non rassicura i lavoratori, perchè alcuni servizi, tra cui probabilmente quello delle pulizie in cui sono impiegate centinaia di persone, saranno affidati tramite bandi di gara. Un’ipotesi che sta destando grande preoccupazione tra i lavoratori perché potrebbe comportare una serie di licenziamenti”.


Non vorremmo  – incalza Casiliche una scelta affrettata da parte del Governo facesse piombare la gestione dei servizi nel caos con un aumento dei costi e soprattutto con ricadute pesanti sul personale dissipando l’esperienza  acquisita in questi anni. Se qualcuno pensa di sfruttare questa situazione a fini elettorali ha sbagliato strada. Non permetteremo di fare un salto nel passato con una gestione opaca dei servizi affidata nelle mani di qualche ditta o cooperativa che gestiva a suon di miliardi le pulizie nelle aziende ospedaliere”.