Assistenza psichiatrica. M5S: Carenza di specialisti. La Regione si faccia sentire al MIUR: no al numero chiuso

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Dalle audizioni di questa mattina è emerso con chiarezza come il problema maggiore del settore psichiatrico sia lo stesso di tutta la sanità pugliese: la mancanza di medici e personale sanitario. Se non si ha la possibilità di assumere personale si è costretti a privatizzare, già oggi il 90% dei 2271 posti sono gestiti dai convenzionati,  non si possono assicurare le 12 ore per i centri di salute mentale e le 24 ore diventano una chimera. La Regione Puglia deve far sentire la sua voce concertando un tavolo con l’Osservatorio Nazionale delle Scuole di Specializzazione e il Ministero dell’Università e della Ricerca per chiedere di rivedere l’accesso a numero chiuso alle scuole di specializzazione in medicina, che va commisurato al fabbisogno reale delle Regioni. La carenza di psichiatri denunciata oggi può estendersi a tutte le specializzazioni e se continuiamo a tagliare borse di studio e a chiudere le sede decentrate per carenza di professori, rischiamo di lasciare totalmente scoperti i presidi periferici”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Mario Conca e Marco Galante, al termine delle audizioni in Terza Commissione Consiliare Sanità sulla situazione della psichiatria in Puglia, in cui sono stati ascoltati i rappresentanti delle associazioni dei pazienti psichiatrici e dei Direttori Dipartimenti Salute Mentale delle ASL pugliesi richieste dal consigliere Conca.

 

È emerso – dichiara Conca – quello che ho già denunciato da tempo facendomi portavoce degli operatori di una situazione d’illegalità diffusa su cui andrebbero fatti maggiori controlli, dove la contenzione è ancora molto diffusa. L’inappropriatezza nella gestione dell’assistenza psichiatrica in Puglia è evidente, come dimostra il fatto che le Residenze Assistite per utenti psichiatrici siano rimaste sulla carta per continuare a favorire i signori della Psichiatria. Le associazioni hanno espresso la necessità d’istituire i budget di salute e i percorsi terapeutici riabilitativi individuali per riqualificare la spesa, peraltro anche assentiti dal Ministero nel nostro programma operativo, come da me già richiesto con una mozione depositata mesi fa e che ancora non è stata discussa. Si tratta di strumenti complementari, utili per riconvertire le residenze “pesanti” in percorsi territoriali pubblici che servirebbero ad ottimizzare la spesa sociosanitaria, a ridare dignità alle persone e a rifuggire la cronicità puntando tutto sulla recovery dei pazienti psichiatrici. Una presa in carico globale che coinvolgerebbe le famiglie, gli assistiti e le cooperative sociali senza scopo di lucro, al fine di spendere meno, curare meglio e integrare. Ci avevo già provato – continua il capogruppo del M5S – durante l’approvazione del bilancio di previsione 2017 lo scorso dicembre ma il mio emendamento sul PTRI fu bocciato con pressapochismo. Non ho alcuna intenzione di desistere, continuerò a lottare per le persone più fragili e con più bisogno di attenzioni. Dispiace constatare che il Governo continui a disertare le audizioni, che forse servirebbero all’assessore Emiliano – conclude – per iniziare a capire quali sono i reali problemi della sanità pugliese e a fare qualcosa di concreto per migliorarla”.

“Ciò che è emerso – incalza Galante – a maggiore tutela dei pazienti, riguarda l’assistenza che deve essere assicurata da parte di tutte le figure professionali della sanità, superando quello che è il sistema attuale della sanità medico centrica. Serve dunque un’assistenza domiciliare più efficace, attuando percorsi terapeutici assistenziali che si avvicinino ai nostri concittadini più fragili e alle rispettive famiglie.”