Salento, Casili: Estendere l’area marina protetta “Porto Cesareo” fino alla costa di Nardò

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“Auspico che si arrivi quanto prima ad estendere il confine sud dell’Area Marina Protetta “Porto Cesareo” dall’attuale Torre Inserraglio sino a Torre Dell’Alto, al fine di integrare, per la sua totalità, il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. La costa di Nardò ha tutte le caratteristiche necessarie per entrare nell’area protetta.” lo dichiara il consigliere regionale M5S Cristian Casili che prosegue: “Mi impegnerò in prima persona, così come ho fatto con la mia mozione votata nel 2015 all’unanimità che impegna il Governo regionale all’istituzione dei parchi marini pugliesi, a sollecitare la Regione Puglia affinché dirima le conflittualità tra i Comuni di Nardò e Porto Cesareo e dia seguito al suo ampliamento.”

 

La vicenda risale ormai all’anno 2006, quando il Comune di Nardò, supportato da studi scientifici, aveva avanzato al Ministero dell’Ambiente una proposta di ampliamento del parco. A seguito di numerosi tavoli tecnici con i vari soggetti protagonisti (tra i quali il Comune di Nardò e quello di Porto Cesareo, Provincia di Lecce, Regione Puglia) si giunse alla bozza definitiva del Nuovo Decreto Istitutivo dell’AMP Porto Cesareo – Nardò, con nuovi confini e zonazioni, nonché il parere positivo della Conferenza Unificata Stato-Regioni. A questo punto il Comune di Porto Cesareo, con la categoria dei pescatori professionisti, decise di ricorrere al Tar del Lazio contro la volontà del Ministero dell’Ambiente di ampliare i confini della riserva marina lungo le coste del Comune di Nardò. Nonostante il Ministero abbia chiarito che il Comune di Porto Cesareo non detenga nessun titolo per impedire questo ampliamento, decise di congelare la procedura finché i due Comuni non avessero trovato un’intesa, poiché un tale disaccordo avrebbe comunque rappresentato una difficoltà nella gestione della nuova area protetta.

 

“Una opposizione, sia da parte del Comune di Porto Cesareo che da parte dei pescatori professionisti, che appare priva di fondamento. – prosegue Casili – Infatti è ormai dimostrato come le riserve marine costituiscano prima di tutto un beneficio per i pescatori professionisti, che come noto non ricevono restrizioni ma opportunità. Non solo: includere nella sua interezza la costa e le rispettive biocenosi marine del PNR di Porto Selvaggio nella riserva marina è quanto mai opportuno e fattibile da un punto di vista tecnico e inoltre, garantirebbe la salvaguardia dei fondali marini anche attraverso un’appropriata valorizzazione e promozione. Non vorremmo pensare che, essendo l’area marina protetta forte catalizzatore di finanziamenti, questo rappresenti uno dei motivi per cui c’è tanta resistenza da parte del Comune di Porto Cesareo per l’ampliamento  della stessa. Dispiacerebbe se per Porto Cesareo l’area marina protetta dovesse rappresentare solo un marchio per dare visibilità alla località senza condividere questa opportunità con Nardó che con la questione dei reflui si è dimostrata collaborativa, il mare non ha confini. La tutela dell’ambiente – conclude il consigliere pentastellato – non ha colore e deve superare ogni forma di campanilismo.”