Ambiente, Casili: 85 agenti fermi da un anno. La Regione concluda l’iter per istituire il nucleo di vigilanza ambientale

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Dal primo agosto dello scorso anno 85 ex poliziotti provinciali pugliesi vengono pagati senza poter svolgere le funzioni loro assegnate, con una decurtazione dello stipendio che offende la dignità e la professionalità di questo personale altamente qualificato”. Lo denuncia il consigliere del M5S Cristian Casili, che chiede con urgenza al Governo regionale di portare subito in IV commissione il Regolamento del “Nucleo di Vigilanza Ambientale della Regione Puglia” da poco approvato con Delibera di Giunta, per chiudere l’iter amministrativo per l’istituzione del nucleo di vigilanza ambientale e consentire agli 85 agenti di svolgere la propria attività di Polizia

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La  Regione –  spiega Casili –   ha tenuto nel cassetto per diversi mesi, il Regolamento del Nucleo di vigilanza ambientale che consentirebbe agli agenti provinciali di tornare operativi come erano un tempo, quando svolgevano il ruolo di sentinelle nella salvaguardia del nostro territorio. Oggi abbiamo 85 professionisti – continua il vicepresidente della V Commissione Ambiente – che, loro malgrado, non possono fare niente perché sprovvisti di qualifiche e tesserini, oltre che degli strumenti per poter svolgere il loro lavoro. Il tutto mentre sul territorio pugliese aumentano i reati ambientali che vanno dalle discariche abusive, agli incendi dolosi, all’abusivismo e al deturpamento dei beni paesaggistici. Ricordo che in questi giorni partirà la stagione venatoria che si protrarrà fino a gennaio, e dopo una estate senza pioggia con l’avifauna ridotta allo stremo sarebbe necessario vigilare le nostre campagne per contrastare i bracconieri e le attività illecite”.

 

Casili torna a segnalare le storture causate dalla riforma Delrio, che ha tolto alle Province la competenza sulla vigilanza ambientale, assegnandola alle Regioni. “Tutto il sistema però dichiara il pentastellato  – paga un ritardo drammatico. I dipendenti del nucleo di vigilanza ambientale si trovano in uno stato di inoperosità da più di un anno perché la Regione non ha ancora provveduto a confermare le qualifiche alla ex polizia provinciale. Ancora oggi il personale non è dotato di computer, stampanti, fotocopiatrici,  e non è  munito neanche di un tesserino di riconoscimento

 

Il consigliere pentastellato si sofferma poi  sulla vigilanza venatoria, denunciando il rischio che ancora una volta la stagione della caccia si apra senza  che sia garantita un’adeguata vigilanza.  “ Il tutto  – incalza –  con grande gioia dei bracconieri che saranno liberi di fare mattanza anche di specie protette. Aggiungiamo che proprio quest’anno sono state molte le segnalazioni che denunciavano come, a caccia ormai chiusa, l’attività venatoria non si fosse mai fermata, proprio a causa dell’assenza di vigilanza. Mai come in questo periodo si è notata la mancanza e la necessità di queste funzioni visti i numerosi reati ambientali, gli incendi dolosi che hanno distrutto interi paesaggi, le tante segnalazioni di abbandono di rifiuti e discariche a cielo aperto.  Non si può aspettare ancora – conclude Casili  – perché non siamo mai caduti a livelli così bassi di protezione ambientale e di legalità sul territorio pugliese”