Capurso (BA),centro riabilitativo Padre Pio. Conca: Situazione paradossale, la priorità è tutelare i lavoratori

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Il Tar di Bari ha accolto ieri il ricorso della GMS, società che gestisce il centro riabilitativo Padre Pio di Capurso, contro l’atto dirigenziale regionale con cui lo scorso luglio era stato revocato l’accreditamento della struttura e ne era stata disposta la chiusura a causa delle irregolarità nel pagamento degli stipendi. Si esprime in merito il consigliere del M5S Mario Conca.

 

La cosa fondamentale ora è tutelare i 170 dipendenti della strutturaspiega il consigliere pentastellatoche da 14 anni non ricevono con regolarità gli stipendi e ora rischiano il posto di lavoro. Sono loro finora ad aver pagato per questo braccio di ferro tra Asl, Regione e GMS e ora sono vittime di un ricatto occupazionale che ha spinto molti a sottoscrivere ad adiuvandum il ricorso al TAR con la società. Siamo di fronte a una situazione paradossale – continua – la Regione da una parte fa una determina per il deaccreditamento del centro come dipartimento di Salute, mentre dall’altra la Asl fa una transazione con la GMS per dare liquidità e permettere di pagare i 3 stipendi arretrati. Ma sembra un cane che si morde la coda visto che è solo grazie alla transazione e al pagamento dei dipendenti che il TAR ha accolto il ricorso della società ricorrente e ha sospeso l’atto dirigenziale. In mezzo – incalza il consigliere cinquestelle – ci sono i lavoratori, che non hanno alcuna certezza sul futuro e, finiti i soldi della transazione, hanno ricominciato a non ricevere gli stipendi da due mesi. Si tratta di ritardi cronici che durano da 10 anni, e la decisione del TAR contribuirà solo a mantenere questo stato di cose. Mi chiedo a questo punto che deve fare la ASL: sospendere i pagamenti in modo che la Regione vinca il ricorso che presenterà al Consiglio di Stato anche dopo che la società avrà regolarizzato il Durc? E i dipendenti nel frattempo che fine faranno? Possibile che la Asl non riesca nel frattempo a pagare direttamente esercitando il potere sostitutivo ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 50?”.

 

“Bisogna convocare al più presto un nuovo incontro  – conclude Conca – tra GMS, Regione, Asl e parti sociali per trovare una soluzione che consenta il pagamento regolare degli stipendi ai lavoratori nelle more che il consiglio di Stato, a cui mi auguro la Regione ricorrerà, si esprima valutando l’intera storia di questa annosa vicenda”.