Taranto, ex stabilimento GOI. M5S deposita interrogazione per ottenere chiarimenti sulla bonifica del sito

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La messa in sicurezza e la bonifica del sito dell’ex stabilimento del Gruppo Oleario Italiano nel territorio di Taranto deve essere una priorità, visto l’elevato rischio di pericolosità ambientale dato dalla presenza di manufatti in amianto abbandonati da tempo e in forte stato di degrado. Ad oggi, dopo circa 25 anni dalla chiusura dello stabilimento, siamo ancora in alto mare”. Lo dichiarano i consiglieri pentastellati del Comune di Taranto Francesco Nevoli e Massimo Battista e il consigliere regionale del M5S Marco Galante, il quale ha depositato un’interrogazione diretta all’Assessore all’Ambiente Filippo Caracciolo per avere delucidazioni sul tema.

Nonostante i tentativi di bonifica che si sono succeduti negli anni  – incalza Galante –  allo stato attuale parte degli edifici dell’ex stabilimento GOI risultano ancora coperti dai pannelli in Eternit “sopravvissuti” al tornado del 2012 e contribuiscono alla già eccessiva minaccia igienico-sanitaria e alla salute pubblica dei cittadini tarantini.

Lo stabilimento in oggetto apparteneva alla famiglia Costa e fu ceduto nel 1984 al Gruppo Oleario Italiano (GOI), il quale dichiarò fallimento nei primi anni ’90, con la conseguente chiusura ed  abbandono del sito. Già nel 2006 attraverso una Delibera di Giunta Regionale veniva approvata la proposta di APQ integrativo con la quale furono stanziati più di 10 milioni di Euro destinati alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’area dell’ex stabilimento GOI. Messa in sicurezza che pare non sia mai avvenuta, dato che nel 2010 l’intero complesso immobiliare fu sequestrato dalla Guardia di Finanza per rischi in materia igienico-sanitaria e di tutela della salute pubblica derivante dalla presenza di Eternit. Inoltre, nel 2012, il tornado che colpì Taranto provocò il distacco delle coperture di alcuni capannoni, disseminando frammenti di amianto nelle aree circostanti. Nel 2016, poi, sono stati avviati i lavori di messa in sicurezza di emergenza, rimozione e smaltimento dei manufatti contenenti amianto presso l’ex stabilimento GOI, i quali avevano come data presunta per l’ultimazione quella di maggio 2016, ma a luglio di quello stesso anno risultavano essere in forte ritardo.

“L’interrogazione depositata oggi  – dichiarano Galante, Nevoli e Battista  – mira ad ottenere chiarimenti su quale sia stata la sorte dei più di 10 milioni di Euro destinati alla bonifica del sito nel 2006, su quale sia lo stato dei lavori di messa in sicurezza di emergenza commissionati nel 2016 e su come la Regione Puglia intenda procedere per accelerare tali lavori al fine di tutelare i cittadini, nonché sulla eventuale previsione di riutilizzazione del sito una volta bonificato. Il nostro auspicio – concludono – è che si possa arrivare quanto prima ad un epilogo positivo della vicenda, liberandoci così di questo ulteriore “mostro” che minaccia la salute della popolazione tutta”.