Test d’ingresso alla facoltà di medicina. Conca: Il criterio per l’accesso dev’essere il reale fabbisogno di medici

0

 

Premesso che personalmente ritengo non debbano esserci test d’ingresso per accedere alle diverse facoltà,  ritengo che  l’accesso alla facoltà di medicina non debba rispondere al criterio della disponibilità degli Atenei, ma a quello del reale fabbisogno di medici, calcolato in base ai dati epidemiologici”. Lo dichiara il consigliere del M5S  Mario Conca nel giorno in cui in tutta Italia si sono tenuti i test d’ingresso per l’accesso alle facoltà a numero chiuso di medicina e odontoiatria. A Bari i candidati sono stati circa 3000 per 309 posti disponibili.

 

“Anche quest’anno il 90% dei candidati non saranno ammessi continua il pentastellato –  mentre il business dei corsi di preparazione prolifera e ci troveremo nuovamente alle prese con numerosi ricorsi e/o scandali. Così succede che da una parte mancano medici di famiglia, pediatri, psicologi, anestesisti e tutte le altre specialistiche, dall’altra una politica miope ne restringe la formazione. Insomma, ancora una volta al diritto allo studio viene sbattuta la porta in faccia e la ministra Fedeli non ha mosso un dito come chi l’aveva preceduta. Chi non ha la possibilità di pagare per fare esami preparatori, spesso a nero, è costretto a perdere un anno, iscrivendosi a facoltà affini nella speranza che vada bene il test dell’anno successivo”

 

Per regolarizzare l’accesso alla facoltà di medicina e ai corsi di specializzazione il  parlamentare del M5S  Francesco D’Uva ha  presentato mesi fa una Proposta di Legge in cui si prevede  che i test avvengano solo al termine del primo anno di studi universitari.Ovviamente la nostra proposta è stata puntualmente ignorata conclude Conca –  così la storia si ripete, anche quest’anno”.