Trasporto pubblico locale. Conca: L’immobilismo del Governo e della Regione produce inadeguatezza e spreco.

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Il Presidente Emiliano dovrebbe tampinare i Ministeri dei Trasporti e delle Finanze per chiedere di rifinanziare il fondo trasporti, di essere tempestivi  nei trasferimenti ed evitare di farsi bacchettare per non aver rispettato i criteri fissati dal DPCM, come quello del rapporto ricavi costi al 35% che da anni vede la nostra regione perdere 24 milioni di euro del Fondo Nazionale Trasporti”. Lo dichiara il consigliere del M5S Mario Conca, che chiede al Governatore di far sentire la propria voce a Roma per un trasporto pubblico efficiente. “I trasferimenti dello Stato alle Regioni non sono mai puntuali, – incalza il pentastellato e ad oggi il 40% del fondo non esiste neanche in bozza al Ministero. A causa dei ritardi e dei continui tagli ministeriali, le aziende, compresa FSE che ci costa circa 100 milioni di euro l’anno, sono in perenne affanno”.

 

Per quanto riguarda le Ferrovie del Sud Est, il consigliere pentastellato ricorda di aver chiesto nel 2016, all’allora assessore regionale ai Trasporti Giannini, di rescindere unilateralmente il contratto di servizio con le FSE ma, evidenzia Conca, alla Giunta Emiliano mancò il coraggio di agire contro il ministero.

 

Che FSE – continua il pentastellato sia stato un coacervo di interessi e malaffare è un dato acclarato dai tanti procedimenti penali pendenti. Che FSE eroghi un servizio pessimo e non rispondente alla carta dei servizi è altrettanto certo visti i continui disservizi denunciati dall’utenza quotidianamente. La società – aggiunge – esercisce più di dieci milioni su gomma e circa 3.5 milioni di km annui su ferro. Per questo mi chiedo: non si sarebbe dovuta chiamare Autobus del Sud Est vista la prevalenza di percorrenza su strada? La media del corrispettivo chilometrico che la Regione Puglia corrisponde al Cotrap ammonta ad 1,70 euro, il prezzo chilometrico accordato a FSE invece ammonta per la gomma a 3.5 euro a Km, più del doppio per far quadrare i costi. Molti autobus sono in diretta concorrenza con i loro stessi treni, con lo svantaggio di sottrarsi ricavi da traffico vicendevolmente, per questo ritengo incalza Concache la prima cosa da fare sia stralciare la parte su gomma, oltre 10 milioni di km, e metterla a gara al prezzo del costo standard che è legge dello stato, così da risparmiare una quindicina di milioni di euro e soprattutto cominciare ad erogare un servizio più adeguato alle reali esigenze di mobilità. A questo punto FSE, o chi la rileverà visto l’interesse di Trenitalia, potrebbe concentrarsi sul ferro potenziandolo, efficientandolo e mettendolo in sicurezza”.

 

Conca stigmatizza la situazione di abbandono in cui versa il trasporto pubblico locale, ricordando che l’ultima rideterminazione del monte chilometrico dei trasporti risale 1997. Il fondo nazionale dei trasporti è passato dai 6 miliardi di un tempo ai circa 4.9 miliardi dei giorni nostri,  contribuendo a dilatare nel tempo i piani ciclici di rinnovo del parco rotabile sempre più vetusto e inquinante. “Dal 2012 in poidichiara il consigliere cinquestelle – con l’introduzione del pareggio di bilancio introdotto dalla riforma costituzionale voluta di Monti, le Regioni hanno avuto sempre più difficoltà a far quadrare i conti non potendo attingere a piacimento alle già limitate risorse del bilancio autonomo. In tutto questo – ricorda –  le colpe maggiori sono ministeriali, sia in merito alla gestione di FSE essendone la titolare, sia relativamente al detrimento del trasporto pubblico. Definanziamento del FNT, introduzione dello split payment, mancata adozione del costo standard, proroghe continue, scarsità di controlli, hanno mandato in affanno un settore che dovrebbe, invece, essere strategico. Un servizio pubblico non capillare ed efficiente – conclude –  costringe le famiglie a preferire il mezzo proprio e ad avere una seconda auto in famiglia che mediamente costa 5 mila euro all’anno, miliardi di euro a carico della collettività”.