Legge 194/78, M5S presenta mozione: La legge nazionale è chiara. L’assessore Emiliano e il Governo centrale la facciano rispettare.

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Come preannunciato nei giorni scorsi, in data odierna il M5S ha depositato una mozione con cui si vuole impegnare la Giunta a porre in essere tutte le azioni possibili per garantire il rispetto della Legge n. 194 del 1978 sulla interruzione volontaria della gravidanza.

 

Questa è la migliore risposta – dichiarano i pentastellatia chi ha provato a strumentalizzare la nostra decisione di non votare la proposta di Legge presentata da un consigliere di maggioranza, una proposta che, pur essendo apprezzabile dal punto di vista ideologico, in realtà non aggiungeva nulla rispetto alla normativa già vigente. La Legge 194 è chiara: ospedali e case di cura accreditate sono tenuti ad assicurare gli interventi di interruzione volontaria della gravidanza e la Regione deve controllarne e garantirne l’attuazione anche mediante la mobilità del personale. Quindi, ferma restando l’obiezione di coscienza quale diritto del personale medico, la struttura sanitaria è obbligata a garantire il servizio di IVG. Ma non solo: le audizioni della consulta femminile da noi richieste e delle Asl hanno fatto luce sulle problematiche che principalmente ostano all’applicazione concreta di quanto previsto dalla normativa nazionale: dalla mancanza di personale medico alla carenza di informazione e di supporto alle donne da parte dei Consultori familiari.”

 

“Sembra chiaro dunque incalza il Consigliere Marco Galante componente della III Commissione Sanitàche non sia assolutamente necessaria una Legge regionale copia-incolla di quella nazionale, ma occorre che il Presidente Emiliano e il suo Governo si impegnino seriamente ad abbattere gli ostacoli alla corretta applicazione della legge 194 del ’78 di concerto col Ministero, dal momento che anche l’Europa ci ha già bacchettati. Purtroppo il Presidente che tra l’altro è anche assessore alla Sanità, troppo impegnato nelle lotte interne del suo partito, non ha nemmeno trovato il tempo per venire in Commissione e ascoltare le audizioni. Se lo avesse fatto si sarebbe reso conto dei problemi che ci sono in Puglia per ottemperare a quanto previsto dalla Legge 194. Non è possibile conclude che per l’ennesima volta un Governo regionale non si faccia carico del problema e rimanga inerme a guardare la sanità pugliese che continua a sprofondare nel baratro della illegalità e dei disservizi”.