No TAP, manifestazione davanti al Consiglio. Trevisi (#M5S): “Il nostro reddito energetico segue una filosofia opposta a TAP”

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Questa mattina davanti alla sede del Consiglio regionale si è tenuta una manifestazione degli attivisti No TAP che hanno protestato contro l’opera e contro il Presidente Emiliano soprattutto alla luce delle sue ultime dichiarazioni sulla possibilità di creare un collegamento che porti l’acqua dall’Albania al Salento, attraverso la creazione di un tubo che si svilupperebbe parallelamente al gasdotto.

I cittadini che dimostrano in maniera pacifica la contrarietà al progetto Tap non devono essere bollati come avversari dello Stato ma vanno ascoltate le loro legittime motivazioni. Si sta parlando degli interessi privati di una multinazionale che ha militarizzato a nostre spese il Salento e che sta realizzando un’opera che non porterà nessun vantaggio economico ai cittadini anzi, i costi di questa opera, andranno a pesare sulla loro bolletta del gas, mentre i danni al turismo e al valore del patrimonio immobiliare e paesaggistico si stanno già manifestando. La stessa proposta di Emiliano sul collegamento proposto dell’acquedotto proveniente dall’Albania graverebbe, insieme al TAP, sulle future bollette dei cittadini.

E’ l’ennesima presa in giro a danno dei pugliesi eppure, con la nostra proposta di legge M5S sul reddito energetico (LEGGI QUI: https://goo.gl/BxUV35), abbiamo dimostrato solo pochi giorni fa, come sia possibile un MODELLO DI SVILUPPO ENERGETICO ALTERNATIVO che permetta ai cittadini di risparmiare installando, ad esempio, un impianto fotovoltaico preso in comodato d’uso gratuito dalla Regione; una parte dell’energia resterebbe al cittadino e l’altra verrebbe immessa in rete permettendo al fondo sul Reddito Energetico di alimentarsi potenzialmente all’infinito, se fosse stabilito dall’Autorità dell’energia (AEEG) un corretto contributo in conto scambio in considerazione del fatto che l’ente pubblico che finanzia gli impianti, in questo caso la Regione, non può beneficiare delle detrazioni fiscali. Tutto ciò permetterebbe di avere un modello di energia distribuita ossia l’esatto opposto del modello centralista che vogliono le lobby per fare cassa ai danni dei cittadini.

Nel momento in cui i cittadini si autoalimentano, è evidente che si crea uno svantaggio economico alle multinazionali che non vogliono perdere la prerogativa di vendere l’energia a tutti per fare palate di denaro. Mentre la politica si interessa solo alle grandi opere inutili, i problemi reali dei cittadini restano irrisolti come quello riscontrato negli ultimi giorni nelle scuole senza riscaldamento proprio perché siamo indietro con l’efficienza energetica e il restauro degli edifici pubblici.

In Italia servirebbero centinaia di piccole opere partendo dall’efficientamento energetico e restauro delle scuole al reddito energetico tuttavia, purtroppo, invece di spendere soldi su quel che serve si preferisce continuare ad investire in opere inutili che danneggiano l’economia e l’ambiente.
(Tony Trevisi)