Proposta valorizzazione riti legati al fuoco. M5S: Abbandonati i lavori dopo l’ennesimo voltafaccia della maggioranza

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È stata sospesa per mancanza del numero legale la discussione sulla Proposta di Legge “Interventi per la valorizzazione dei rituali festivi legati al fuoco” nel corso della seduta congiunta delle Commissioni IV e VI. Decisivo l’abbandono dei lavori durante la votazione dell’art. 1 delle PdL da parte dei consiglieri del M5S Rosa Barone, Gianluca Bozzetti, Cristian Casili e Grazia Di Bari.

 

“Una decisionespiegano i pentastellatimaturata dopo l’ennesima prova della scorrettezza del centrosinistra. Nella precedente seduta dedicata alla discussione della Proposta di Legge, infatti, era stato deciso all’unanimità di estendere la legge anche ai rituali festivi legati alle tradizioni storiche, religiose e folcloristiche, così come proposto più di un anno fa anche dalll’assessorato alle Attività culturali. Oggi, in un clima del tutto surreale, i proponenti hanno nuovamente cambiato idea facendo venire meno, quindi, la parola data in Commissione e vanificando tutto il nostro lavoro per la presentazione di emendamenti in tal senso. Quello che ci sorprende – continuano i cinquestelle – oltre al voltafaccia dei proponenti, è stato l’atteggiamento ambiguo anche di “Noi a Sinistra”; il consigliere Colonna, che solo 15 giorni fa sosteneva convintamente insieme a noi la modifica della Proposta di Legge, oggi ha votato contro l’emendamento che ne modificava il nome così da permettere l’allargamento anche ad altri eventi; lo stesso dicasi per il presidente della VI Commissione Santorsola che, astenutosi nel corso della prima votazione (come è consuetudine fare per i presidenti delle commissioni), ha poi cambiato idea decidendo di votare contro l’emendamento.”

“Un modo di fare schizofrenico – incalzano – ma in piena coerenza con l’arroganza della maggioranza e del suo Presidente. Dispiace poi ancora una volta rimarcare l’assenza in Commissione dell’Assessore Capone vista l’importanza di questi rituali per tutti i territori pugliesi. Riteniamo che la legge debba mettere a sistema tutte le manifestazioni regionali – concludono – e non essere uno spot territoriale per i proponenti in vista della prossima campagna elettorale.”