Trasferimento ai Comuni degli interventi su calamità naturale. Proposta M5S: L’Arxia collabori con i Comuni per la gestione pratiche

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Approvato oggi in IV Commissione il Ddl n. 220 del 24/10/2017 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 maggio 1990, n.24” che, in seguito al trasferimento delle funzioni amministrative in materia di agricoltura dalle province ai Comuni, attribuisce a questi ultimi, in forma singola o associata, le funzioni amministrative in materia di interventi conseguenti a calamità naturali. Si esprimono in merito i consiglieri del M5S Rosa Barone e Cristian Casili, che si sono astenuti nel corso della votazione finale del provvedimento:

Si tratta dell’ennesimo disastro causato dalla legge Delriospiegano i pentastellatie dal successivo adeguamento regionale avvenuto con la legge 9/2016. Pur comprendendo la necessità di adeguarsi al nuovo quadro normativo, il timore è che i Comuni abbiano difficoltà ad istruire le domande di concessione dei contributi. Una situazione che penalizzerebbe fortemente  i produttori agricoli. La nostra proposta per venire incontro alle amministrazioni è che a collaborare nella gestione di queste pratiche sia l’agenzia Arxia, istituita per la gestione operativa della Xylella. I Comuni  – continuano – rischiano infatti di avere le stesse difficoltà riscontrate nel far fronte alle pratiche per i risarcimenti della Xylella. Abbiamo denunciato più volte come l’Arxia, prevista dalla legge per il contrasto alla xylell, sia l’ennesima agenzia vuota di Emiliano, ma dal momento che non è stata  ancora istituita, ci chiediamo perché non estenderne le funzioni amministrative dell’Agenzia, che attualmente sono limitate ai soli   “interventi conseguenti a calamità naturale da xylella”, anche a tutte  le altre calamità, per favorire un accesso tempestivo ai fondi? Non possiamo limitarci ad adeguare la norma regionale a quella nazionale senza considerare attentamente le conseguenze pratiche sui territori, ad esempio la situazione di caos che si è creata per il registro regionale  degli agriturismo da quando la gestione è passata dalle Province ai Comuni. L’auspicio – concludono – è trovare soluzioni alternative nei limiti di quanto ci consente la legge”.