ZES Taranto. Galante: Devono usufruire delle agevolazioni le imprese che presenteranno un piano di sviluppo continuativo

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Si è tenuta oggi in IV Commissione Consiliare l’audizione dell’Assessore allo Sviluppo Economico Michele Mazzarano richiesta dai consiglieri del M5S per fare il punto sulle Zes di Taranto.

Aspettiamo i decreti attuativi dichiara Marco Galantema ribadiamo ancora una volta che la ZES non può essere considerata l’unica soluzione ai problemi ambientali e occupazionali di Taranto.  La ZES è uno dei passaggi che deve portare ad un progetto di sviluppo del capoluogo jonico nell’ottica di un nuovo paradigma ecosostenibile. È necessaria – continua – una pianificazione strategica insieme all’autorità portuale, che è il perno della zona economica speciale e a tutti gli attori interessati  per puntare su politiche incentrate  su agroalimentare, logistica ed energie rinnovabili. Per questo i nostri parlamentari hanno presentato una serie di emendamenti alla Legge di Bilancio in cui si chiede che  siano  vietati insediamenti che prevedono trattamento, smaltimento e stoccaggio dei rifiuti;  la produzione e lo stoccaggio di materiali radioattivi;  la produzione di prodotti che utilizzano sostanze chimiche e inquinanti con un impatto negativo sul sistema ambiente.”

“Chiederemo – aggiunge – di riascoltare in Commissione l’assessore Mazzarano dopo l’emanazione dei decreti attuativi per discutere e concordare la creazione del piano strategico. È importante che usufriscano delle agevolazioni previste, le imprese locali che presenteranno un piano di sviluppo continuativo per il territorio, non limitato alla durata della ZES. La ZES jonica, deve rappresentare la porta dello sviluppo per l’avvio di nuova politica economica che punti su qualità dei progetti, sostenibilità ambientale e attrazione degli investimenti produttivi. Le linee guida che si stanno definendo al tavolo tecnico devono essere coerenti con la governance territoriale e sottoposte all’attenzione del Gruppo di lavoro regionale. Ciò non preclude, in futuro – conclude – la possibilità di un progetto più ampio nell’ambito di un Patto interregionale che potrà essere definito anche con i territori limitrofi e gli attori sociali”.