Vivaisti. Casili (M5S): “Mancata emissione dei passaporti blocca l’attività: ennesima inefficienza del governo regionale” 

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“A meno di un mese dall’ultima audizione in IV commissione, non emergono notizie positive sull’emergenza che vive il comparto vivaistico salentino, strategico per il futuro di questo territorio. In quell’occasione il direttore dell’Osservatorio Fitosanitario Regionale evidenziò le difficoltà dell’ente a causa della carenza di personale, un problema purtroppo comune a tutta la struttura agricola regionale, che per mancanza di operatori non è in grado di far fronte alle istruttorie. Il dottor Tedeschi ci aveva spiegato che con l’entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario, a partire dal 15 dicembre, sarebbe stato più facile ottenere per le nuove aziende il codice alfanumerico per l’iscrizione al Registro dei produttori che consente di produrre e commercializzare le barbatelle. Oggi apprendiamo che il Ministero ha bacchettato la Regione perché ancora non ha recepito il regolamento, lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili, intervenendo sul mancato recepimento da parte della Regione Puglia dell’ultimo Regolamento Ue sulle misure di protezione contro gli organismi nocivi delle piante. Dal 14 dicembre scorso, infatti, nonostante sia entrato in vigore il Regolamento Ue 2016/2031, la Regione Puglia non ha ancora adottato le misure previste per agevolare le attività imprenditoriali, bloccando di fatto le attività dei vivai. L’Osservatorio Fitosanitario Regionale, tuttavia, in attesa di procedere con i controlli, ha autorizzato i vivaisti pugliesi solo all’emissione del passaporto per le piante già attualmente autorizzate, di conseguenza bloccando l’attività vivaistica.

 

“Da tempo chiediamo al governo regionale di potenziare il servizio fitosanitario – continua Casili al fine di renderli efficienti, affinché non si appesantisca la già critica situazione economica delle imprese agricole del territorio. Non è concepibile, dopo cinque anni di blocco che ha compromesso molti vivai e le aziende agricole dell’indotto, constatare che la colpa di questo ulteriore impasse sia da attribuire all’Osservatorio Fitosanitario Regionale per il rilascio delle autorizzazioni. Non c’è un solo settore che funzioni in ambito agricolo e forestale. Dal fallimento del Psr, alla crisi del settore vivaistico, non si contano più le inefficienze del governo regionale”.