Home Agricoltura Agricoltura. Trevisi (M5S) presenta mozione per il sostegno regionale alle attività di coltivazione idroponica e acquaponica
Agricoltura. Trevisi (M5S) presenta mozione per il sostegno regionale alle attività di coltivazione idroponica e acquaponica

Agricoltura. Trevisi (M5S) presenta mozione per il sostegno regionale alle attività di coltivazione idroponica e acquaponica

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Valorizzare e incentivare le coltivazioni idroponica e acquaponica, anche attraverso il sostegno a progetti sperimentali promossi dalla Regione in collaborazione con aziende e con operatori del settore, e promuovere le produzioni ortofrutticole e ittiche ottenute da queste coltivazioni “fuori suolo”. È quanto chiede in una mozione il consigliere del M5S Antonio Trevisi.

 

“Riteniamo importantespiega Trevisiche la Regione sostenga queste pratiche di coltivazione perché rappresentano strumenti fondamentali per contribuire sia a ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici, che a rendere l’agricoltura pugliese resiliente rispetto al loro impatto. La coltura idroponica è un sistema ancora poco utilizzato, ma che sta progressivamente diffondendosi nel panorama agricolo in quanto permette di ridurre i costi di produzione e di migliorare la stessa produzione, di limitare l’aumento dell’inquinamento ambientale legato all’agricoltura intensiva, di far fronte alla carenza di risorse quali acqua e suolo e di evitare l’impoverimento del suolo. Con questo tipo di coltivazione è possibile recuperare e valorizzare terreni abbandonati e ridurre fino al 90% i consumi d’acqua rispetto all’agricoltura tradizionale.” 

 

Le coltivazioni  «fuori suolo» sono tecniche colturali che non prevedono l’utilizzo del terreno per una o più fasi di sviluppo della pianta ricorrendo a strumenti tecnologici alternativi o integrativi rispetto alle tradizionali prassi di coltivazione. La coltivazione idroponica, assicurando alle radici delle piante, in maniera controllata e in ambienti monitorati (serre), l’approvvigionamento ideale di acqua e nutrienti, permette di realizzare produzioni colturali su superfici minime e con risparmi idrici notevoli (soprattutto nel caso della coltivazione acquaponica che consiste nell’integrazione tra coltivazione idroponica e acquacoltura). Visto lo sviluppo di queste pratiche colturali fuori suolo, recentemente, il DL Rilancio ha, tra le altre cose, delegato l’ISTAT a introdurre una specifica classificazione merceologica, ai fini dell’attribuzione del codice ATECO a questo tipo di coltivazioni. 

 

“Grazie all’attribuzione di un codice ATECO continua il pentastellato si eliminano anche eventuali ostacoli burocratici allo sviluppo di queste coltivazioni, in quanto l’assegnazione del codice favorirà maggiore chiarezza su queste attività, anche in caso di bandi e finanziamenti in materia indirizzati alle aziende agricole. È importante – conclude Trevisi – che la Regione individui risorse economiche adeguate per incentivare l’agricoltura idroponica e acquaponica, anche in considerazione degli ingenti investimenti iniziali che le aziende agricole devono sostenere, e che siano attivati corsi di formazione specifici, vista la maggiore professionalità e conoscenza tecnica richieste per l’applicazione di questi metodi di coltivazione da parte di tecnici e operatori”.