Home Sanità Nardò (Le), chiusura centro PMA. M5S: “Prevedere trasferimento senza tempi certi è una violazione del diritto alla salute”
Nardò (Le), chiusura centro PMA. M5S: “Prevedere trasferimento senza tempi certi è una violazione del diritto alla salute”

Nardò (Le), chiusura centro PMA. M5S: “Prevedere trasferimento senza tempi certi è una violazione del diritto alla salute”

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“La rete della procreazione medicalmente assistita in Puglia va potenziata, mentre la Regione continua ad impoverirla. È notizia di questi giorni la chiusura centro di PMA presente nell’ex ospedale “San Giuseppe Sambiasi” di Nardò  ed il suo trasferimento presso l’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Ad oggi, però, a fronte della certezza della chiusura del Centro a Nardò, nulla è dato sapere circa il suo nuovo allestimento a Lecce. Una situazione che sta provocando serie preoccupazioni in tutte quelle coppie che sono già da diverso tempo in cura presso il Centro di Nardò e vedono profilarsi all’orizzonte una ingiustificata interruzione delle proprie terapie”. Lo dichiarano la consigliera del M5S e candidata Presidente della Regione Puglia Antonella Laricchia e il consigliere Cristian Casili, che hanno inviato una nota al direttore del dipartimento Salute regionale Vito Montanaro e al direttore generale della Asl di Lecce Rodolfo Rollo per chiedere che venga garantita a tutti gli assistiti del Centro di Nardò la regolare prosecuzione delle proprie terapie.

 

“Sospendere, oggi, senza una concreta ragione le cure a cui si stanno sottoponendo diverse pazienti – continuano i pentastellati – causerebbe alle famiglie, non solo la perdita di tutti i risultati raggiunti nel corso della terapia, ma anche, visto il costo delle cure, un ingente danno economico. Chiudere oggi il Centro di Nardò perfettamente funzionante ed efficiente e prevedere un suo trasferimento a Lecce senza stabilirne tempi certi e senza garantire la continuità assistenziale a chi è in cura, non è solo una violazione del diritto alla salute, ma anche una deliberata lesione all’integrità fisica e morale dei pazienti, già estremamente provati. In Puglia l’offerta pubblica dei cicli di PMA è fortemente ridotta e molto costosa. Leggiamo oggi che 4500 coppie ogni anno sono costrette ad andare all’estero per rivolgersi ai centri per la PMA. Per questo serve la definizione della tariffa unica, che come ha detto il viceministro Sileri potrebbe arrivare già in autunno. Da parte sua la Regione deve potenziare i servizi pubblici, risolvendo i problemi burocratici, sostenendo la comunicazione istituzionale per presentare i servizi offerti dalla sanità pubblica, agendo sulla prevenzione delle possibili cause di infertilità e attivando la rete della PMA. Esattamente il contrario di quello che sta facendo ora”.