Blocco dei treni: così la Puglia resterà bloccata e isolata per due settimane

Due settimane di attesa, bus al posto dei treni, orari che slittano. La Puglia rallenta per far posto a un’opera che promette di accorciare le distanze domani. Oggi, invece, chiede pazienza e qualche sveglia all’alba in più.

Febbraio, per chi si muove da e verso la Puglia, non è un imprevisto. È una pausa tecnica. I cantieri della futura Alta Velocità impongono un ritmo diverso: meno rotaie, più gomma, itinerari spezzati. La scena, da questa mattina, è chiara. Le corse cambiano, la routine si sposta su un terreno più incerto, ma con un obiettivo preciso davanti.

treno italiano frecciarossa fermo al binario
Blocco dei treni: così la Puglia resterà bloccata e isolata per due settimane

Fino al 15 febbraio è in vigore la sospensione della circolazione tra Napoli–Cancello, Caserta e Foggia. Il collegamento diretto con Roma si interrompe: i treni ad Alta Velocità verso il Salento terminano a Caserta; una parte degli Intercity e dei treni regionali viene cancellata o riprogrammata. A tenere insieme i pezzi restano i bus sostitutivi.

Qui sta il punto sensibile. Una settimana fa, con la chiusura della Bari–Taranto, il primo giorno di bus ha mostrato il lato più fragile del sistema: ritardi sopra l’ora, corse saltate senza preavviso, tempi raddoppiati. È un precedente che pesa. Chi viaggia per lavoro o studio lo sa: basta un incastro che salta e l’intera giornata si deforma.

Un pendolare che di solito prende l’AV a Foggia per essere a Roma alle 10, oggi deve ricalcolare tutto: margini più ampi, alternative pronte, messaggi d’aggiornamento sempre in tasca. Non esistono dati certi sulla puntualità dei bus di queste due settimane: la prestazione dipenderà da traffico, meteo e organizzazione locale.

Servizi, rimborsi e tempi dei cantieri

Sul fronte tutele, Trenitalia offre rimborsi integrali a chi rinuncia al viaggio. Per gli abbonati AV sulla tratta Roma–Benevento sono previsti autobus gratuiti. È attivo anche un servizio informativo potenziato, utile ma non risolutivo se il nodo è la capacità dei collegamenti su gomma nelle ore di punta.

Intanto i lavori avanzano. Rfi ha in campo investimenti per 1,3 miliardi dedicati ai lotti della Napoli–Bari. Undici chilometri di doppio binario tra Cancello e Frasso Telesino sono prossimi all’attivazione; la nuova tratta Napoli–Cancello è attesa a giugno. In cantiere operano ogni giorno circa 500 tra tecnici e operai. L’obiettivo è net: ridurre in modo significativo i tempi tra Tirreno e Adriatico e dare al Sud un asse veloce stabile, prevedibile, competitivo con l’auto e l’aereo sulle medie distanze.

Non è solo un fatto di minuti risparmiati. È una mappa che cambia: porti e aeroporti meglio collegati, aree interne meno ai margini, un turismo che non dipende più dal calendario estivo. Ma qui e ora restano due settimane lente. Chi può, sposta call e appuntamenti; chi non può, sceglie l’alternativa meno incerta: partire prima, prenotare il bus del mattino, verificare in tempo reale.

È il prezzo di una transizione che chiede fiducia. In fila sotto la pensilina, con il trolley che non scorre sull’asfalto, viene naturale chiedersi: quando questi chilometri nuovi entreranno in servizio, ricorderemo la fatica di oggi come un inciampo o come il primo passo di un modo diverso di muoverci?

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