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Il ruolo della cultura è centrale nelle politiche sia nazionali sia regionali: parliamo di un settore che rappresenta uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del Made in Italy.

Secondo i dati del Rapporto 2019 Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche (Fondazione Fitzcarraldo è partner di “Io Sono Cultura 2019) il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, costituito da imprese, Pubblica amministrazione e organizzazioni non profit, genera quasi 96 miliardi di euro.  Il settore di per sé attiva anche altre filiere e settori dell’economia come ad esempio il turismo culturale e nel complesso raggiunge una quota pari a 265,4 miliardi, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale. 

Nello specifico il Rapporto si focalizza sul Sistema Produttivo Culturale e Creativo ossia sull’insieme di attività produttive che concorrono a generare valore economico e occupazione rispetto ai settori che afferiscono a tale dimensione sia per le attività Core sia per quelle non strettamente dipendenti o legate alla filiera dei prodotti ma che impiegano in maniera strutturale professioni culturali e creative, cd. Creative Driven. Nel complesso, quindi, abbiamo 4 macrosettori Core e cui si aggiunge il Creative Driven.

L’impatto del Covid-19 è notevole nel settore cultura con una perdita stimata di 8 miliardi di euro. Federcultura ha fatto delle proposte applicabili a livello regionale: 

  1. supportare i Comuni con progetti di rigenerazioni urbana finalizzando i contributi a favore delle piccole imprese culturali e creative
  2. attivare una campagna di comunicazione per riportare l’utenza nei luoghi della cultura
  3. incentivare le spese nella cultura con la defiscalizzazione dei consumi 
  4. inserire le politiche culturali in qualunque osservatorio e cabina di regia 

Spesa pubblica nel settore cultura è stata ridotta negli ultimi anni. La Puglia non si attesta mai oltre la metà nelle classifiche italiane per spesa in ambito culturale, occupazione; al penultimo posto per mostre e musei. 

L’asse 6 del Por è dedicato alle risorse culturali che la Regione deve spendere. Il dato che fa più riflettere oltre a quello che attesta che finora sia stato speso solo la metà di quanto a disposizione della Puglia, è la mancanza di misurazione di quanto abbia inciso la spesa fatta finora nel settore dell’occupazione in ambito culturale e turistico. Mancanza particolarmente grave se si pensa che proprio l’occupazione è l’ambito di maggior bisogno di intervento. 

Che fare: 

La Regione Puglia deve agire quale Accademia e Laboratorio progettuale del Teatro e delle arti visive ma anche del cinema attraverso la realizzazione di un modello di gestione integrata tanto negli aspetti legati alla valorizzazione quanto negli aspetti legati al processo di innovazione culturale che, partendo dal rafforzamento della conoscenza da parte delle comunità locali, punti a conquistare l’attenzione di un pubblico extra-regionale. Alcune proposte: 

  • creare una cabina di regia tra istituzioni, aziende e istituzioni
  • creare un piano per la mappatura, tutela e valorizzazione delle risorse regionali creando un indice provinciale per non lasciare indietro nessuna provincia
  • ricognizione sullo stato dell’arte delle fondazioni culturali per eliminare le criticità
  • creazione dell’Osservatorio Culturale della Puglia
  • sostenere l’imprenditoria giovanile 
  • bonus per chi immette immobili per il recupero del patrimonio culturale 
  • promozione per la costituzione di reti tra istituti scolastici 
  •  Piano Strategico di ricognizione e organizzazione delle Biblioteche pubbliche 
  • Prevedere all’interno del Piano regionale di promozione della lettura un programma di interventi per incrementare i lettori in Puglia anche attraverso partnership con il Centro per il libro e per la lettura del Ministero dei Beni culturali e l’Anci.
  • Avviare nelle scuole di ogni ordine e grado, nell’ambito delle iniziative regionali esistenti, incluso il Livello Unico di Progettazione.
  • L’attivazione di un Ufficio Unico di Gestione, per garantire il funzionamento nel tempo dei progetti di sistema, per valutare gli impatti sul territorio derivanti. 
  • Implementazione del Teatro Diffuso.
  • Avvio di una Palinsesto Digitale Teatrale 
  • Attivazione di Laboratori virtuali dove il Teatro incontro la scuola
  • Aperitivi Teatrali letterari nei quali gli Attori pugliesi “raccontano” la Puglia
  • Interventi di sostegno e di valorizzazione del cinema documentario della Regione
  • Interventi di sostegno e di valorizzazione della cultura fotografica.
  • Interventi di sostegno e di valorizzazione della cultura musicale


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