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Politiche sociali e disabilità

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Lo scopo dell’azione di governo regionale deve essere quello di erogare servizi socio-assistenziali che si integrino a quelli già erogati dai Comuni. 

La prima cosa importante è dare informazioni in maniera chiara e accessibile dei progetti e dei servizi che offre la Regione e che sono già attivi. Purtroppo basta guardare i siti istituzionali già esistenti per verificare che non c’è la possibilità di navigare in maniera chiara e comprensibile per cercare le informazioni e i servizi offerti dalla Regione. E per questo le associazioni spesso colmano le mancanze delle istituzioni. Per questo vogliamo istituire un punto di informazione anche virtuale sui servizi attivi in ogni provincia e un catalogo regionale degli operatori per una utile condivisione delle buone pratiche. 

Famiglie: consultori familiari pubblici presenti sul territorio, al di sotto della media nazionale, solo 8% rilevano sistematicamente la soddisfazione dell’utente e quindi sanno cosa devono migliorare. Vogliamo potenziare la rete dei consultori e adeguare la loro distribuzione sul territorio e attivare una rilevazione sistematica della soddisfazione degli utenti per comprendere dove intervenire e cosa migliorare. 

Anziani: studio Arti sull’evolversi della popolazione fino al 2066 meno giovani (-41%), tranne in età avanzata perché 85enni aumenteranno del 176%. Assisteremo quindi a un vero cambiamento nell’età della popolazione: un dato utile per capire come i Comuni possono intervenire per adeguare i servizi alla popolazione che cambia. Vogliamo incentivare i progetti che coinvolgono gli anziani nella vita sociale,  implementare le cure domiciliari e la teleassistenza. Introdurre le fasce assistenziali per le strutture operanti nell’ambito dell’assistenza residenziale delle persone non autosufficienti: con la definizione di uno standard minimo anche in termini di tempi di assistenza giornalieri, i quali, in base al principio dell’appropriatezza della risposta posto a fondamento del modello assistenziale, vengono assegnati ad ogni Progetto Individuale. 

Minori: In Italia, i minori in affidamento familiare sono 14.012, il 16,5% sono localizzati in Lombardia, il 10,2% in Piemonte, il 9,6% in Sicilia. In Puglia l’8,1%. Le province di Brindisi (16,7) e di Bari (12,6) superano questo valore regionale. Ecco alcuni obiettivi del M5S: avviare politiche efficaci per l’affido e per l’appropriatezza degli allontanamenti, adottare politiche di sostegno economico nei percorsi di adozione e sostegno formativo e informativo ad esempio ripristinando il funzionamento del CRAD (coordinamento regionale adozioni) che è stato anche oggetto di interrogazioni del M5S. 

Disabili: Un dato drammatico è quello sulle scuole non accessibili alle persone con disabilità: il 53% delle scuole non è accessibile per barriere fisiche. Un altro dato interessante è la spesa pro capite per l’assistenza alle persone con disabilità è, in Puglia, superiore alla medie e questo ci fa capire quanto i fondi ci siano ma vengano evidentemente spesi male se non c’è una soddisfazione e una risposta adeguata alle esigenze degli utenti. Quasi la metà dei circa 730.000 dipendenti dell’intero comparto dell’assistenza sociale è impiegata nel settore non profit (49,2%); il 39,6% è in servizio presso le imprese e il restante 11,2% presso le istituzioni pubbliche. Per prima cosa, come ripetutamente proposto ufficialmente dal M5S Puglia (perfino con un emendamento approvato in legge di bilancio ma mai attuato), occorre istituire un’anagrafe della disabilità: progetto con i medici di famiglia che permetta ai Sindaci di avere dati certi su quante persone con disabilità ci sono nel loro territorio, dato fondamentale per programmare le politiche sociali. Il M5S Puglia intende inoltre agire con una logica di programmazione dei servizi alla persona con disabilità favorendo i Progetti Individuali di vita indipendente e assicurare i servizi di assistenza per tutto l’anno scolastico e senza soluzione di continuità; percorsi terapeutici riabilitativi individualizzati sostenuti da budget di salute: un insieme di risorse economiche, professionali e umane per promuovere contesti relazionali, familiari e sociali idonei a favorire una migliore inclusione del soggetto assistito. Tra le proposte anche il tavolo regionale per l’autismo e costituire la Consulta regionale delle Associazioni dei Disabili e delle loro famiglie per assicurare una reale partecipazione alla programmazione delle politiche per la disabilità. Qui le associazioni si possono incontrare, formulare proposte e prendere decisioni. 

Disabili e Lavoro: un diritto da garantire attraverso un gruppo di lavoro permanente specializzato in questo settore. Tra le proposte: istituire uno sportello a favore dei lavoratori disabili, finalizzato ad affiancare le imprese nei servizi del Collocamento mirato, creare di un network tra associazioni di integrazione lavorativa di soggetti disabili già esistenti a livello locale, implementare la trasformazione digitale dei luoghi di lavoro nella prospettiva di includere e ampliare il perimetro dei lavoratori in Smartworking ovvero di incentivare la delocalizzazione del lavoratore in strutture protette. 

La procedura attuale per la fornitura di ausili per disabili, oggi è un incredibile spreco di tempo, energia e servizi. Occorre ridurre i tempi di consegna degli ausili protesici mediante semplificazione dell’iter procedurale. E’ necessario evitare che gli ausili forniti ai soggetti disabili restino inutilizzati (per variazioni delle condizioni del paziente o decesso), sì che è necessario dettare delle linee guida per la riconsegna dell’ausilio presso l’Ufficio ASL erogante il servizio, così da rendere lo stesso disponibile a costo zero per altri soggetti disabili richiedenti ed istituire un sistema informatizzato che metta in relazione pazienti, presidi e farmaci, aggiornato in tempo reale dai medici di base, così da poter gestire l’immediato recupero di quanto non più necessario al paziente. 

Più in generale occorre raccordare le varie misure previste a sostegno della disabilità e mettere in comunicazione i diversi enti coinvolti. A tal fine ruolo centrale potrebbe assumere la figura del disability manager. Il principale ambito di intervento sarà quindi quello della lotta all’esclusione, alla fragilità e alla povertà, che dovrà venere coinvolti in sinergia gli operatori delle Asl, dei Servizi sociali e dei Centri per l’impiego. A questo proposito, il Reddito di Cittadinanza nazionale potrebbe essere integrato da una misura regionale (Reddito di Indipendenza) che permetta l’erogazione a singoli membri del nucleo familiare per permetterne l’autonomia. 

Un patto etico tra istituzioni e organizzazioni del Terzo Settore favorirà la costruzione di rapporti di collaborazione, co-progettazione, concessione di contributi e sovvenzioni, oltre che alla definizione di accordi fra pubbliche amministrazioni

Il M5S Puglia ha accompagnato i CSV pugliesi alleviando le loro difficoltà per l’adeguamento alla riforma del Terzo Settore prevedendo uno stanziamento di risorse regionali utili alla trasformazione in organizzazioni riconosciute e lo ha fatto perchè crede fermamente che rappresentino una risorsa umana e sociale importante per supportare i servizi sociali regionali.

Detenuti: Dai dati riportati dal Sappe, emergerebbe una condizione di sovraffollamento delle carceri pugliesi: 3700 detenuti a fronte dei 2300 posti disponibili, superando del 65 % la capienza, rispetto alla media nazionale del 20%. Ad essere il più affollato sarebbe il carcere di Taranto che ospita il 110% di unità oltre la disponibilità. Il M5S intende individuare misure di sostegno per il miglioramento delle condizioni detentive e la creazione delle condizioni per un pieno reinserimento sociale degli ex detenuti.


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