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Urbanistica ed Edilizia

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Il patrimonio territoriale è il bene comune costitutivo dell’identità collettiva regionale e il governo di esso deve necessariamente collocarsi tra le priorità politiche di sviluppo e di pianificazione a livello regionale. Occorre quindi porre fine alle speculazioni territoriali ed alla cementificazione selvaggia. 

Ecco come: 

  • rafforzamento degli strumenti volti a imporre agli enti locali l’approvazione dei PUG e dei Piani Comunali delle Coste
  • predisporre un testo unico regionale in materia urbanistica ed edilizia.
  • rivisitare l’attuale normativa regionale sul cosiddetto Piano Casa: siamo stati i primi a spiegare in Consiglio Regionale che la proposta della maggioranza aveva creato uno stallo assoluto in cui le imprese ritenevano di poter cambiare la destinazione d’uso. Dall’inizio abbiamo sostenuto l’incostituzionalità della cosa, andando a creare una valanga di ricorsi da parte dei Comuni che avrebbero potuto scegliere a discrezione quali progetti portare avanti e quali no, trattando gli imprenditori con due pesi e due misure
  • tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e territoriali esistenti in modo da garantire mediante specifiche misure di protezione e di riqualificazione sia gli spazi aperti che quelli costruiti;
  • censimento, quantitativo e qualitativo, degli edifici e spazi aperti inutilizzati presenti nel territorio regionale, anche mediante il coinvolgimento diretto delle strutture regionali e degli Enti locali;
  • misure incentivanti il riuso di edifici dismessi o sottoutilizzati;
  • incentivazione ai programmi di rigenerazione urbana;
  • rafforzamento degli strumenti di pianificazione sovracomunale consentendo il reale coordinamento tra le differenti amministrazioni comunali rispetto ad alcuni temi di gestione (es. servizi) e alla riprogettazione del territorio (es. riqualificazione del paesaggio e interazione tra ambiente e città);
  • incentivazione delle procedure e piattaforme telematiche di presentazione delle pratiche di edilizia privata e di gestione del procedimento per il rilascio di autorizzazioni, concessioni edilizie, SCIA, DIA.

Secondo l’istituto “Scenari Immobiliari” nel 2015 in Italia è presente un invenduto pari a 90.500 unità. Le linee guida dell’Unione Europea prevedono il raggiungimento entro il 2050 di ZERO consumo di suolo. Nel corso della passata legislatura abbiamo sul punto proposto sia una legge volta a regolamentare il consumo di suolo, sia proposto la legge sulla banca della terra, che consente la semplificazione delle procedure di accesso a terreni agricoli e fabbricati pubblici e privati abbandonati, attraverso la creazione del  portale online. 

Che fare: 

  • sostegno alle attività pianificatorie dei Comuni, anche attraverso l’erogazione di risorse finanziarie e specifica assistenza tecnica per il reperimento di finanziamenti volti alla riqualificazione degli immobili comunali;
  • Incentivazione delle forme aggregative tra i piccoli Comuni per la gestione di servizi amministrativi;
  • incentivi alla costruzione di edifici autosufficienti, realizzati secondo i principi della sostenibilità e del risparmio energetico, e la creazione contestuale di aree verdi
  • leve incentivanti per agevolare le operazioni di riqualificazione e recupero
  • ripensare la gerarchia degli strumenti di pianificazione, evitando duplicazioni inutili e puntando ad una omogeneità anche dei contenuti minimi inderogabili degli stessi, nell’ambito di territori diversi ma interni alla medesima Regione
  • avvio di una nuova fase di analisi dell’edificato dei centri storici e dei borghi rurali, che tracci l’opportunità di scelte di sostituzione edilizia e di conservazione ragionata; 
  • garanzia di certezza dei tempi e delle procedure autorizzative in presenza di vincoli.


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